Economia

A RICHARD TAHLER IL NOBEL PER L’ECONOMIA COMPORTAMENTALE

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Stoccolma. Nobel Economia. Le scelte dell’economia sono tutte fatte con la ragione? E se invece molte di queste scelte venissero fatte con il cuore e la passione?

A questi interrogativi spesso alle base di molte speculazioni finanziarie andate a male, e soprattutto a molte “bolle” che hanno messo in crisi sistemi finanziari consolidati del tempo, ha risposto con successo Richar Tahler, economista comportamentale, che gli Accademici di Svezia hanno insignito con Nobel per l’economia 2017.

Non è la prima volta che un Nobel è andato a rappresentanti di questa particolare branca dell’economia. Prima di lui sono stati Herbert Simon (1978), Gary Becker (1992), Daniel Kahnemann (2002), Robert Stiller (2013). Certamente non molti, da quando è stato fondato il Nobel per l’Economia (1969), a conferma che l’idea che esistano interazioni importanti tra economia e psicologia, è da sempre considerata una visione subordinata della scelta dell’uomo che invece è Sapiens e quando opera lo fa soppesando con giudizio e equilibrio, tutti i pro e tutti i contro della scelta.

E’ ovvio, direte voi. L’uomo è  razionale. Alla base del suo agire ci sono i lumi della ragion pura.  E il progresso che accompagna il progredire del genere umano e delle sue invenzioni in ogni campo dello scibile e della scienza lo stanno a dimostrare. E se invece, come aveva già aveva intuito Cartesio che al suo “cogito ergo sum”, va tenuto in serio conto anche il ruolo che l’istinto può avere in molte nostre decisioni?

Ecco che quindi le basi della economia comportamentale affondano radici lontane. E che tendono a dimostrare che l’uomo è un animale ben più complesso di un semplice “dominio della razionalità”, in cui di tanto in tanto emergono aberrazioni di improvvisa e inspiegabile irrazionalità. E se questo dominio della razionalità, spesso abdica davanti alle passioni e alle pulsioni di ogni tipo, ecco che quindi l’idea che anche le decisioni in campo economico possono essere dettate anche dall’istinto oltre che dalla razionalità si è fatta strada nel tempo.

Richard Thaler ha esplorato con profondità e acume queste interazioni, spesso diaboliche, fra economia e psicologia e lo ha fatto con una impressionante ricchezza di esempi, quasi a voler dissuadere tutti noi dal pensare che questi atteggiamenti fossero semplici e fatue deviazioni. La teoria del ‘nudge’, ovvero del ‘tocco gentile’ nel rapporto tra Governi e Cittadini, spesso basato su metodi coercitivi nel costringere a tasse e balzelli esagerati e inspiegabili. Oppure, il “legarsi le mani” evocando la felice intuizione di Ulisse di sottrarsi in questo modo al canto delle Sirene.

Obiettivo? Evitare la tentazione di spendere tutto, di operare ulteriori investimenti senza il supporto della ragione e dell’equilibrio, e quindi accantonando parte dei profitti e destinandoli, ad esempio, in previdenza integrativa. Insomma,con Richard Thaler, siamo di fronte in realtà ad un saggio buon padre di famiglia che ci guida e ci ammonisce, sul solco di quanto prima di lui aveva fatto, Herber Simon,l’altro laureato con Nobel in economia comportamentale e che era ricorso a strumenti matematici e allo stesso computer per arrivare ad una sorta di “manuale delle decisioni”, che Thaler ha saputo far progredire fino a portarlo in una sorta di “codice di autoregolamentazione”.

Di Richard Thaler, i non addetti ai lavori sapevano ben poco. La sua attuale pagina italiana di Wikipedia è di una riga e mezza appena, compreso l’aggiornamento del Nobel.

Thaler, nato nel 1945 nel New Jersey, docente presso l’università di Chicago, ha “incorporato nell’analisi del processo decisionale economico ipotesi realistiche dal punto di vista psicologico”, ha spiegato la Royal Academy svedese  che ha assegnato il Nobel 2017 per l’economia che viene finanziato dalla Banca centrale di Svezia.

“Come spenderò il premio ricevuto (1,1 milioni di dollari)? Nella maniera più razionale possibile”, ha commentato sorridendo lo scienziato. D’altro canto come ci ricorda la motivazione degli accademici svedesi, Thaler si è sempre mosso “Esplorando le conseguenze della razionalità limitata, delle preferenze sociali e della mancanza di autocontrollo, ha mostrato come questi tratti umani sistematicamente influenzano le decisioni individuali e gli esiti di mercato”.

Un bel passo avanti non solo nell’economia, ma anche nella psicologia dei comportamenti e della ingordigia che alle volte, irresistibilmente ci muove, in quel sonno della ragione che come ha illustrato Francisco Goya, non può che generare mostri. 

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