Di Ludovica Smargiassi. Stoccolma. Nobel chimica. L’Accademia delle scienze premia Jacques Dubochet, Joachim Frank e Richard Henderson con il Nobel per la Chimica 2017 “per lo sviluppo della criomicroscopia elettronica” per determinare in alta definizione la struttura delle biomolecole. Per Allison Campbell, presidente dell’American Chemical Society, con tale tecnica “è come se avessimo a disposizione un Google Earth per le molecole“.

È uno strumento di visualizzazione al microscopio con il quale è possibile osservare dettagliatamente la relazione spaziale tra le biomolecole come proteine, DNA, RNA. Grazie al metodo della vitrificazione vengono congelate velocemente e la loro forma naturale viene preservata rendendone la struttura atomica facilmente visibile. Dai suoi tre metri di altezza e arrivando fino a meno 196 gradi il microscopio crea una sorta di fermo immagine con cui effettuare un viaggio tridimensionale nello spazio subatomico della materia vivente, osservare le molecole della fotosintesi, capire la motivazione della resistenza delle cellule tumorali alla chemioterapia o dei batteri agli antibiotici fino a prospettare la possibile progettazione di nuovi farmaci, tra cui antitumorali. Insomma, una vera rivoluzione nella ricerca scientifica.

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