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Neutralità climatica, approvata la risoluzione in Commissione Ambiente del Senato

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Approvata in Commissione Ambiente del Senato la risoluzione riguardante la Legge Europea sul Clima, la proposta di Regolamento del Parlamento e del Consiglio europeo, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e la riduzione dei gas climalteranti del 55% entro il 2050.

La legge europea sul clima è una delle misure previste dal Green Deal europeo, la nuova strategia di crescita dell’Unione europea, presentata nel dicembre 2019, volta a far sì che l’Europa diventi il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.

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La risoluzione impegna il Governo a:

  1. prevedere che l’aumento degli assorbimenti delle emissioni di gas a effetto serra avvenga anche attraverso pozzi naturali e abbia luogo, in conformità agli obiettivi della Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030, e di quelli della costruenda Strategia dell’UE per la protezione del suolo (“Suolo sano per una vita sana”), mediante: la conservazione delle foreste primarie e antiche ancora esistenti, che sono gli ecosistemi forestali più ricchi di carbonio, in grado di eliminare il carbonio dall’atmosfera assorbendone notevoli quantità; la protezione di vaste superfici ospitanti altri ecosistemi ricchi di carbonio, come le torbiere, i pascoli, le zone umide e le praterie di posidonia oceanica; la creazione di nuove foreste e boschi autoctoni e ad elevata biodiversità; un’azione rafforzata alla prevenzione degli incendi, con la realizzazione di infrastrutture di protezione e sistemi di allerta;
  2. elaborare strategie di lungo periodo per la gestione sostenibile dei pozzi naturali e il loro incremento, e stanziare risorse finanziarie adeguate per l’attuazione delle stesse, nonché per sviluppare e attuare pratiche e tecniche di gestione sostenibili e innovative, al fine di assicurare che i predetti pozzi possano effettivamente contribuire alla realizzazione degli obiettivi climatici, atteso che occorrono venti anni per il mutamento della classificazione del terreno in base all’uso, come previsto nel regolamento LULUCF;
  3. procedere ad una revisione delle normative rilevanti ai fini del conseguimento degli obiettivi europei in materia di clima, e al coordinamento delle stesse, qualora sia necessario, così da assicurare che la disciplina prevista per ogni settore tenga conto di quella dettata per gli altri, secondo un approccio integrato, e dando particolare rilievo al ripristino e alla salvaguardia della biodiversità;
  4. favorire, sia mediante misure esistenti che attraverso nuove misure innovative, l’efficientamento energetico degli edifici, destinati sia all’attività residenziale sia all’attività industriale, nella direzione della rigenerazione urbana;
  5. adottare specifiche misure dirette a custodire e recuperare i servizi ecosistemici dei suoli, tramite la rigenerazione dei suoli e realizzando l’obiettivo dell’arresto del consumo di suolo anche mediante la rigenerazione urbana quale strumento di governo del territorio e, in relazione ai suoli adibiti ad uso agricolo, da un lato, promuovere il ricorso a pratiche agroecologiche, il miglioramento delle pratiche agricole e di uso del suolo con l’applicazione crescente di tecniche virtuose sul piano emissivo (quali, ad esempio, tecniche di agricoltura di precisione), e, dall’altro, scoraggiare l’utilizzo di pesticidi chimici;
  6. adottare misure volte ad assicurare anche in riferimento al nuovo obiettivo climatico il coinvolgimento dei cittadini nell’azione per il clima, mediante: la condivisione di informazioni relative ai cambiamenti climatici e al degrado ambientale, nonché alle soluzioni con cui affrontare tali sfide; la creazione spazi fisici e virtuali in cui i cittadini possano esprimere le proprie idee e la propria creatività, collaborando a iniziative ambiziose a livello sia individuale che collettivo; la promozione di iniziative dal basso in materia di cambiamenti climatici e tutela dell’ambiente;
  7. sostenere nelle sedi competenti che gli obiettivi di neutralità climatica entro il 2050, di adeguamento ai cambiamenti climatici, nonché quello di riduzione di almeno il 55 per cento dei gas a effetto serra entro il 2030 siano conseguiti nel rispetto dell’equità e della solidarietà tra gli Stati, anche terzi, alla luce della circostanza che la sfida climatica ha carattere globale;
  8. sostenere, in ogni sede competente, l’importanza di tenere in conto nel raggiungimento della neutralità climatica attraverso una traiettoria definita a livello di Unione, la valutazione delle ripercussioni sulla salute umana e sugli ecosistemi naturali, la riduzione dei processi di produzione di energia e produttivi che rilasciano metano in atmosfera, con particolare riferimento agli allevamenti intensivi, nonché a valutare le evidenze scientifiche inerenti sia il cambiamento climatico che l’impatto sull’ambiente fisico terrestre, attraverso strumenti conoscitivi idonei di cui gli Stati membri devono dotarsi;
  9. attuare misure volte a favorire l’introduzione di best application techniques nelle imprese industriali ed agricole per diminuire le loro emissioni inquinanti, in primis di gas ad effetto serra;
  10. promuovere i principi dell’Agenda 2030 e del programma dei 17 Sustainable Development Goals, anche favorendo la promozione dei “Comuni Sostenibili”, definiti sulla base di una valutazione circa la capacità del Comune di contenere e ridurre l’impatto ambientale e di raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità;
  11. considerare l’introduzione di misure volte a promuovere una mobilità pubblica e privata quanto più possibile sostenibile, soprattutto verso autoveicoli aventi sistemi di propulsione ibridi o completamente elettrici, favorendo la diffusione di comportamenti responsabili a livello ambientale, e a lungo respiro adottando ogni misura necessaria a definire una data per la cessazione della circolazione delle auto a combustione, nel rispetto dell’equilibrio della sostenibilità ambientale, economica e sociale, al fine di adeguare la normativa italiana con quanto previsto dal Green Deal europeo;
  12. incentivare le misure ambientali, relativamente all’applicazione di tecnologie a zero emissioni, con riferimento alla rete di trasporti, verso una direzione di maggiore resilienza e sostenibilità ambientale, incrementando il rinnovo del parco autobus e della flotta dei treni adibiti al trasporto pubblico locale con modelli a modalità a idrogeno;
  13. considerare l’introduzione di misure volte a promuovere campagne di informazione e di sensibilizzazione a favore di regimi di alimentazione più equilibrati, soprattutto nella direzione di evitare il consumo eccessivo di carni animali ed i suoi derivati;
  14. valutare l’opportunità di prevedere incentivi per aziende che decidono di: a) misurare e certificare la propria carbon footprint; b) ridurre almeno del 30 per cento (e comunque di una quota non inferiore che sia proporzionale al raggiungimento del nuovo obiettivo di riduzione fissato dall’Europa pari al 55 per cento) le proprie emissioni prima di passare a misure compensative (shift energetico da fossile a rinnovabile, piani di riduzione dei GHG validati, ecc.);
  15. prevedere una trasformazione dei contributi da sussidi ambientalmente dannosi (SAD) a incentivi “verdi” (SAF) in ogni ambito di riferimento;
  16. avviare, come raccomandato dalla EuropeanHydrogenStrategy, una ambiziosa ed efficace riconversione, su base regionale e interregionale, innovando con le tecnologie dell’idrogeno le economie delle “carbon-intensive regions”, promuovendo anche a livello locale quella “CleanHydrogen Partnership” proposta dalla Commissione per creare le condizioni di mercato dell’idrogeno, rimuovendo le barriere normative e infrastrutturali per lo sviluppo di infrastrutture efficienti per l’idrogeno e il “repurposing” (riadattamento) delle infrastrutture esistenti, laddove possibile, per un grande processo di risanamento del territorio e di valorizzazione attraverso l’idrogeno verde, delle risorse economiche, umane e naturali sul piano locale, e coerentemente con questi obiettivi:- diminuire il ruolo del gas nella produzione di energia, aumentando al contempo la capacità degli accumuli e favorendo la penetrazione massiccia delle fonti rinnovabili, anche attraverso l’autoproduzione e le comunità      energetiche;
  17. valutare l’opportunità di ridefinire l’attuale Capacity market rispetto ai nuovi obiettivi;
  18.  investire massicciamente, come previsto dal piano europeo per l’idrogeno verde, per implementare lo sviluppo dell’idrogeno da rinnovabili anche nel nostro Paese, puntando con decisione sullo sviluppo delle filiere degli   elettrolizzatori e degli idrogenodotti;
  19. sostenere efficacemente le strategie aziendali di adeguamento ai più elevati parametri ambientali, (di prodotto e di processo) nell’ambito di investimenti in tecnologie e impianti che riducano le emissioni, nonché i consumi energetici e di materie prime;
  20. valutare la possibilità di presentare una pianificazione degli interventi, settore per settore, con le riduzioni di emissioni attese, dei principali gas ad effetto climalterante (biossido di carbonio, metano, protossido di azoto e gas fluorurati), agendo per quanto possibile sugli strumenti di pianificazione esistenti
  21. prevedere che i nuovi obiettivi e relativi traiettorie, strumenti, misure e tempistiche siano improntati, coniugando sostenibilità ambientale, economica e sociale, con investimenti capaci di generare l’impatto più duraturo, rafforzare il potenziale di crescita, creare e consolidare filiere decisive per la nostra industria, creare occupazione, favorire la resilienza economica e sociale, proseguendo nell’opera di decarbonizzazione dell’economia, di transizione energetica, verso l’economia circolare e l’agro ecologia, che portano posti di lavoro ed incremento del PIL nel nostro Paese;
  22. agire in sede europea affinché si possa garantire il raggiungimento e l’efficacia dei nuovi obiettivi con una transizione equa, nel modo più efficiente possibile in termini di costi, in modo da preservare la competitività dell’Ue, tenendo conto dei risultati raggiunti dai singoli Stati membri per quanto riguarda gli obiettivi del 2020 per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili, così garantendo un approccio positivo per gli Stati membri che hanno già investito prima, raggiungendo gli obiettivi stabiliti come ha fatto l’Italia;
  23. valutare la possibilità di agire in sede europea affinché si tenga conto degli effetti della revisione del sistema ETS (Emission Trading System) sulle quotazioni monetarie delle emissioni di CO2, in modo da preservare la competitività delle nostre imprese, anche quelle del settore “Hard to Abate” che consumano combustibili fossili, come il gas naturale;
  24. per favorire la maggiore produzione di energia da fonti rinnovabili FER e garantire i relativi obiettivi, prevedere, anche al fine di un rilancio degli investimenti, una semplificazionedegli iter autorizzativi sia per la realizzazione di nuovi impianti sia per il revamping degli impianti esistenti, accelerare l’individuazione delle aree idonee per realizzarli e promuovere il ruolo dell’autoconsumo collettivo e delle comunità energetiche;
  25. riservare all’educazione, all’istruzione e alla formazione importanti investimenti all’interno delle scuole di ogni ordine e grado, di cui vanno rivisti, integrati e aggiornati i programmi e l’aggiornamento degli insegnanti, passando per le università e i corsi di formazione professionale regionali, arrivando agli aggiornamenti interaziendali del personale, al fine di evitare un gap tra innovazione tecnologica e preparazione delle competenze.

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