Animali

Nestlé, per la corte del Michigan l’acqua in bottiglia non è un servizio pubblico

Condividi

La corte del Michigan ha stabilito che l’acqua in bottiglia di Nestlé non possa essere considerata “un servizio pubblico”, quindi la città di Osceola ha agito nei propri diritti rigettando la proposta di Nestlé di una maggior estrazione d’acqua.

Secondo la corte del Michigan, Nestlé non può definire la sua acqua in bottiglia “Ice Mountain” come servizio pubblico. La corte si è espressa all’unanimità in un caso che vedeva il colosso del cibo e delle bevande contro la municipalità di Osceola, in Michigan. I tre giudici della Corte d’Appello del Michigan hanno stabilito che l’acqua in bottiglia non può essere considerata una fornitura d’acqua pubblica e che la municipalità di Osceola ha agito entro i propri diritti nel rigettare l’offerta di Nestle di installare una nuova stazione di pompaggio d’acqua in un’area destinata all’agricoltura.

Nestlè, etichetta a semaforo su tutti i prodotti. In Italia: “Il sistema inganna i consumatori”

La corte è giunta alla conclusione che la definizione di acqua in bottiglia come “servizio pubblico essenziale” è “chiaramente erronea”. “Oltre che in zone dove non esistono fonti d’acqua, l’acqua in bottiglia non è essenziale”. Il caso è sorto nel momento in cui Nestlé ha deciso di aumentare la quantità di acqua estratta dal suolo della Contea di Osceola da 250 galloni per minuti a 400 galloni per minuto. Gli attivisti sostengono che già la cifra di 250 galloni sia troppo elevata e gli effetti si possono vedere nei livelli più bassi di acqua nelle paludi, nei fiumi e nei ruscelli. Nestlé tuttavia sostiene che la sua operazione non metta a rischio l’area.

Il Dipartimento di qualità ambientale del Michigan lo scorso anno aveva approvato un permesso per aumentare i galloni di acqua estratti ma la decisione dovrà essere affrontata in appello. Per estrarre una quantità d’acqua tale, Nestlé avrebbe bisogno di una nuova stazione di pompaggio sul condotto che porta l’acqua dai pozzi alle autocisterne. Il proprietario del terreno dove la compagnia vorrebbe installare la stazione di pompaggio è d’accordo col progetto ma la municipalità sostiene che una struttura del genere non possa essere costruita in un’area destinata  all’agricoltura. Per portare avanti il suo progetto, Nestlé dovrebbe provare che il suo prodotto sia un servizio pubblico essenziale, cosa che la corte ha definito “implausibile”. La decisione della corte potrebbe avere un effetto a catena sul tentativo di Nestlé di privatizzare l’acqua nel paese.

Deforestazione, l’industria del cioccolato tra i principali responsabili

“Ciò che viene mostrato è un tentativo delle compagnie come Nestlé di privatizzare l’acqua pubblica, i servizi idrici pubblici e l’impatto che questo comporti sulla terra e sulle comunità” ha detto Jim Olson, avvocato ambientalista in Michigan. Olson, che ha già affrontato in tribunale Nestlé, ha aggiunto che ogni tentativo della compagnia di definirsi come un servizio pubblico è “assurdo”.

Secondo Olson la decisione è una grande vittoria: “in un contesto più grande di “chi possiede l’acqua”, in questo caso lo Stato e il pubblico la posseggono, perché vendere acqua in bottiglia per profitto è semplicemente privato non pubblico“. Nestlé ha messo in discussione la decisione della corte, definendola un tentativo di fermare la produzione di acqua della compagnia ma i giudici hanno detto che non si prove per tali accuse. “In via definitiva, la municipalità sta cercando di rafforzare le sue zone d’ordinanza” secondo le opinioni dei giudici Cynthia Stephens, Deborah Servitto ed Amy Krause “rafforzare le zone d’ordinanza non è né un’eccezione né vietato”.

Greenpeace, attivisti in protesta durante l’Assemblea di Nestlé: “Basta plastica monouso”

La definizione dei giudici sul fatto che Nestlé non sia un servizio d’acqua pubblica è stata accolta di buon grado dai gruppi ambientalisti e dalle tribù di nativi americani che sostengono che il permesso per aumentare la produzione a 400 galloni al minuto debba essere revocato. “Nestlé estrae acqua e la invia in altri posti e questa non può fare ritorno nelle falde acquifere della Contea. Inoltre, lo fa più rapidamente di quanto le acque possano rifornirsci, cosa che porterà ad un irrimediabile esaurimento delle scorte d’acqua a meno che il pompaggio non venga ridotto o arrestato” ha scritto il giudice nella sentenza.

(Visited 15 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago