Negoziati sul clima, Midulla (WWF): “Riprenderanno con la fine della guerra in Ucraina”

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La responsabile Energia e Clima di WWF Italia ha spiegato a TeleAmbiente che il clima potrebbe rappresentare il collante tra Russia e occidente con la fine della guerra: “Il clima diventerà la priorità di tutti”

Negli ultimi anni diversi paesi del mondo – chi più chi meno – hanno preso coscienza della necessità di unire le proprie forze per combattere insieme il cambiamento climatico

È la cosiddetta “diplomazia del clima” di cui si è tanto parlato soprattutto durante le Conferenze mondiali sul clima. Al di là dei risultati più o meno concreti raggiunti, in questi anni qualcosa si era cominciato a muovere. Poi è arrivata la guerra in Ucraina e l’acuirsi delle tensioni tra Russia e Occidente.

Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia ha spiegato a TeleAmbiente che secondo lei i negoziati sul clima riprenderanno non appena cesseranno le ostilità.

“Negli anni scorsi – ha detto Midulla – si è avviata una rivoluzione. È chiaro che chi ha tutto da perdere in questa rivoluzione, cioè chi ha interesse nei combustibili fossili che sono la causa primaria del cambiamento climatico, si attrezza per rallentare o fermare questa trasformazione. Io penso però che questa sia una necessità e che questo processo andrà avanti”. 

Anche dopo la guerra, dunque. E a chi teme che la situazione che si è venuta a creare in Ucraina e i rapporti tesi come mai prima dalla fine della guerra fredda tra Russia e occidente possano bloccare i futuri negoziati sul clima, Midulla presenta una visione opposta.

“Il clima e l’ambiente, la coscienza che la casa comune va curata tutti insieme potrebbero essere il collante tra i Paesi”, spiega la responsabile WWF.

“Io ritengo che con un approccio di dialogo, il clima possa rappresentare l’inizio di un’epoca diversa quando le armi tacceranno”.

Quindi si potrà e si dovrà parlare anche con Putin quando la guerra sarà finita. “Io credo che al di là dell’idea che ognuno di noi può legittimamente avere di ogni capo di stato – spiega Midulla a TeleAmbiente – e nonostante noi tutti siamo stati colpiti e disgustati dalla guerra, noi dovremmo affrontare con diversi paesi il tema della loro transizione. Noi dobbiamo anche metterci nei loro panni. Non per condividere il loro punto di vista che non è il nostro. Ma per capire come si possono risolvere i problemi e come possano cambiare le cose. Perché devono cambiare, tanto più in un Paese produttore di idrocarburi come la Russia”. 

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