Clima

Natura, gli alberi giganti fondamentali per la ricrescita e la salute delle foreste

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Secondo uno studio gli alberi giganti, o pionieri di lunga durata, svolgono un lavoro essenziale nell’assorbimento del carbonio e sono fondamentali per la salute delle foreste.

Gli scienziati hanno dimostrato quello che solo J.R.R.Tolkien era stato in grado di immaginare: gli alberi giganti hanno un ruolo fondamentale nella ricrescita e nella salute delle foreste: negli anni Trenta lo scrittore li chiamò Ents, oggi la rivista Science li definisce “pionieri di lunga durata” e il loro contributo all’ assorbimento del carbonio e all’aumento della biomassa è fondamentale.


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Lo studio sottolinea l’importanza della protezione delle foreste e della biodiversità come un modo per ridurre il riscaldamento globale. Inoltre secondo gli autori della ricerca, il loro lavoro dovrebbe incoraggiare chi crea i modelli sul clima a non considerare tutti gli alberi allo stesso modo. Come spiegato da Caroline Farrior dell’Università del Texas “Abbiamo mostrato che le variazioni nella crescita, nella sopravvivenza e nella riproduzione delle specie di foreste tropicali sono importanti per prevedere lo stoccaggio del carbonio nelle foreste“. Tra i pionieri di lunga durata ci sono il mogano, il noce del Brasile e il Ceiba pentandra, che sono maggiormente visibili rispetto agli altri perché  cresciuti velocemente per centinaia di anni. I ricercatori ritengono che questo sia il risultato di un compromesso tra statura e riproduzione: questi alberi infatti sono in grado di utilizzare più energia nell’accumulo di biomassa che nella produzione di frutti.

 

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Lo studio si basa su più di 30 anni di dati raccolti sulla foresta pluviale di Barro Colorado, un’isola nel Canale di Panama. Gli scienziati hanno diviso 282 specie di alberi in categorie determinate da crescita, riproduzione e longevità. Questo è bastato per dividere le specie “veloci”, che crescono e muoiono in fretta, quelle “lente”, che crescono lentamente e raggiungono l’età anziana, “i giganti infertili” che vivono a lungo e si riproducono in un lungo periodo ti tempo, i “nani fertili”, piccoli arbusti che crescono lentamente, muoiono giovani ma producono un gran numero di frutti. Simulando differenti combinazioni di questi gruppi gli scienziati sono riusciti a costruire un modello che riproduce le dinamiche del recupero delle foreste. Queste informazioni potrebbe essere aiutare a restaurare le foreste pluviali che vengono abbattute ad una velocità disarmante.

 

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Potrebbe anche smentire una teoria secondo la quale questi alberi giganti scompaiano una volta che una foresta raggiunge la maturità. “I nostri risultati dimostrano che i pionieri sono fondamentali per le foreste più antiche. Rappresentano circa il 40% della biomassa e non ci sono segnali di declino nel tempo” ha commentato l’autrice dello studio Nadja Ruger del German Centre for Integrative Biodiversity Rese.

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