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Natale, solo una persona su cinque indossa l’abbigliamento natalizio più di una volta

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Secondo un sondaggio nel Regno Unito verranno spesi oltre 4 miliardi di sterline per capi d’abbigliamento che verranno usati solamente una volta. 

Secondo un sondaggio dell’organizzazione di beneficienza Hubbub gi abitanti del Regno Unito spenderanno 4.2 miliardi di sterline per l’abbigliamento per Natale, tuttavia questi indumenti verranno indossati meno di tre volte. Dopo aver speso in media 73,90£ a persona per l’abbigliamento per le feste, una persona su cinque ammette che non indosserà più di una seconda volta il capo.

Il sondaggio sottolinea l’impatto economico ed ambientale di quest’industria della moda “usa e getta“. Con le pubblicità che ci bombardano di indumenti natalizi, è necessario che i consumatori inizino a pensare a capi d’abbigliamento di seconda mano o perfino al noleggio invece che a comprarne di nuovi.

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Sarah Divall di Hubbub ha spiegato “l’abbigliamento vintage non è mai stato così alla moda come in questo periodo e diventerà ancora più importante quando le persone realizzeranno il grande impatto dell’industria della moda sull’ecosistema. Ci sono così tante soluzioni eco-friendly, tra cui lo scambio di vestiti, il noleggio, vestiti usati e mercatini dell’usato, cosi che puoi vestirti bene e risparmiare senza danneggiare il pianeta”. Gli uomini spenderanno più delle donne, 88.14£ a uomo contro i 63.12£ delle donne.

Sempre secondo il sondaggio solamente il 24% degli intervistati è consapevole che i loro acquisti contengano plastica. Hubbub ha analizzato 169 capi d’abbigliamento di 17 negozi diversi e scoperto il 94% è composto parzialmente o interamente da plastica.

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Un report di una commissione parlamentare quest’anno ha scoperto che l’industria tessile produce 1.2 miliardi di tonnellate di CO2 l’anno ed è responsabile per il consumo di una grande quantità d’acqua oltre che del fatto che il 35% delle microplastiche negli oceani provengono dalle fibre dei vestiti. Le nuove generazioni, dai 16 ai 24 anni, preferiscono soluzioni più ecologiche quando si tratta di abbigliamento, con il 36% che prende in considerazione lo scambio di vestiti con gli amici e il 30% che sostiene di aver fatto acquisti in mercatini dell’usato.

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Intanto Asos, uno dei negozi di moda più grande al mondo, annuncerà lunedì la sua partnership con la Ellen MacArthur Foundation per il New Plastics Economy Global Commitment, un’iniziativa per evitare che la plastica finisca nei rifiuti. Asos, che ha 20 milioni di clienti di cui 6 nel Regno Unito sta facendo passi avanti per rendere maggiormente eco-friendly i propri imballaggi. Le buste ora sono 100% riciclabili e composte per il 25% da materiali riciclabili, quota che salirà fino al 65% nel 2020 ma sono previsti ulteriori sforzi per eliminare gli imballaggi inutili entro il 2025.

Un portavoce della compagnia ha detto: “i consumatori possono essere sicuri che in media, i vestiti che stanno acquistando hanno un basso impatto ambientale. I rivenditori stanno facendo passi da gigante per assicurarsi che i vecchi capi d’abbigliamento vengano trasformati in nuovi per un’economia più circolare”.

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