Il racconto del pescatore: “Trovo di tutto, una volta ho trovato un involucro di liquirizie del 1979”

Che la plastica uccide il nostro mare in maniera lenta ma costante ce lo dice la scienza. Ma una dimostrazione tangibile è quella offerta da Davide Remigio De Gaetano, un pescatore di Ercolano, che ha tirato fuori dal mare del golfo di Napoli un sacchetto di patatine con data di scadenza novembre 1983.

Erano almeno 40 anni, dunque, che quel sacchetto in plastica vagava nel mar Tirreno. E la cosa più inquietante è che era quasi completamente integro, segno del fatto che il processo di bio-degradamento della plastica è lunghissimo. Un periodo durante il quale, però, sono sprigionate – seppur lentissimamente – le tanto famigerate e pericolose microplastiche.

Un mare di plastica antica

Davide Remiglio De Gaetano è un habitué dei ritrovamenti di plastica datati. Non perché lui sia particolarmente bravo ma perché il mare ne è pieno. Forse la sua età – 26 anni – lo ha reso più attento alle questioni ambientali e dunque più curioso di scoprire le datazioni dei rifiuti in plastica che trova nel mare.

“Una volta ho trovato un involucro di liquirizie del 1979, con le reti a strascico tiriamo su di tutto” – ha raccontato il giovane pescatore al quotidiano La Repubblica.

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E poi ancora: un pacchetto di Yonkers di fine anni ’80 e una bottiglia di birra che ha almeno 30 anni.

“Tra Capri e Ischia – continua Davide –  al banco di Bocca Grande, c’è un vero e proprio cimitero sommerso di bottiglie di vetro. A chi, come me, ama il mare episodi del genere fanno male al cuore. Spero però che arrivino normative che aiutino noi pescatori a recuperare rifiuti. Alcuni di noi, per evitare sanzioni, sono obbligati a rigettarli in mare”.

Una buona notizia in questo senso potrebbe essere l’approvazione definitiva in Parlamento della cosiddetta legge Salvamare che permetterebbe ai pescatori che trovano rifiuti in plastica in mare di portarli a riva e smaltirli in maniera adeguata.

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