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Napoli, dopo il caffè arriva anche il “libro sospeso”

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Dopo il caffè a Napoli, anche il libro diventa “Sospeso” grazie a un’iniziativa che sta ormai spopolando nelle librerie Italiane.

All’inizio c’era il caffè sospeso, un’idea nata a Napoli che consisteva nel lasciare in un bar un caffè già pagato per il cliente successivo che a sua volta, se avesse voluto, avrebbe potuto ricambiare facendo lo stesso. Una piccola tradizione piacevole da fare e da ricevere, un semplice gesto di gentilezza che recentemente si é esteso anche all’ampio universo dei libri.

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Quello del Libro Sospeso è infatti un nuovo fenomeno virale che sta spopolando tra gli amanti della lettura, un’iniziativa alla quale chiunque può partecipare semplicemente comprando due libri e lasciandone uno alla cassa per il cliente successivo.

L’iniziativa è nata a Polla (in provincia di Salerno), nella libreria “Ex Libris Cafè”, ed era dedicata principalmente ai giovani fino ai 18 anni. Successivamente, però, l’idea si è diffusa ed è stata rielaborata da numerose librerie che, eliminato il limite di età, l’hanno estesa a tutti i lettori. Tra i primi ad aver aderito e aver maggiormente contribuito alla diffusione del fenomeno c’è sicuramente Cristina Di Canio con la sua libreria di Milano “Il mio Libro”. La titolare dopo aver a ricevuto l’idea da un cliente, ha deciso infatti di portare avanti l’iniziativa arrivando a far passare di mano in mano ben 50 libri in soli 6 giorni.

Questo fenomeno però non si è limitato a coinvolgere unicamente le librerie indipendenti. Il Libro Sospeso, infatti, ha avuto un tale riscontro che anche grosse catene librarie vi hanno aderito. Le librerie Feltrinelli, ad esempio, hanno dedicato alcune giornate all’iniziativa mettendo a disposizione alcune loro sedi per tutti coloro che desideravano condividere il piacere della lettura.

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L’iniziativa si è spostata anche a Scampia, quartiere simbolo di Napoli, grazie alla Marotta&Cafiero, che ha lanciato una sfida culturale nel quartiere dove degrado e camorra hanno fatto da padroni per decenni e dove c’è il record nazionale di disoccupazione. Un modo, afferma Rosario Esposito La Rossa, direttore editoriale della casa editrice, per avvicinare le famiglie alla lettura.

L’utente può andare in libreria, alla “Scugnizzeria”, comprare il proprio volume, e poi sceglierne un altro per un ragazzo della zona, lasciandolo alla cassa insieme a una dedica. Oppure fare la donazione e apporre una “x” sulla lavagnetta, per lasciare la libertà di scelta del volume al destinatario del gesto. Saranno i librai, conoscendo le storie di tutti, a individuare la persona giusta a cui dare i libri.

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“Molti ragazzi che frequentano la nostra realtà hanno storie difficili alle spalle: alcuni hanno i papà in carcere, alcuni anche detenuti al 41bis, protagonisti dell’ultima faida di Scampia. In un anno abbiamo distribuito più di 830 volumi: nelle case dove una volta c’era la droga oggi ci sono i libri”, afferma Esposito La Rossa

 

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