Cronaca

Mutui, slitta di due anni la riforma dell’Euribor. Ecco cosa cambia

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Mutui. Slitta al 2022 l’entrata in vigore della Benchmark Regulation (Bmr), la riforma degli indici bancari di riferimento di cui fa parte l’Euribor, rimandando così anche l’ingresso di Ester, il parametro pronto a sostituirlo.

Per Euribor, s’intende l’interesse medio delle transazioni finanziarie tra le principali banche dell’eurozona (ovvero il prezzo che le banche danno ai soldi).

 

L’Euribor costituisce inoltre ancora oggi, l’indicatore di riferimento che regola i mutui a tasso variabile di migliaia di famiglie italiane.

La proroga è stata accordata dalla Ue, che ha formalmente concesso ai fornitori di «benchmark critici» tempo fino al 31 dicembre 2021 .

“La proroga è estremamente gradita – ha sottolineato Stevi Iosif, associate director of advocacy di Afme (Associazione europea per i mercati finanziari) – visto che il numero e la varietà di contratti finanziari collegati ad Euribor ed Eonia rende la riforma estremamente complessa e molto resta ancora da fare”.

Le banche avranno quindi due anni di tempo in più per adattare i propri prodotti ai nuovi tassi «ibridi».

Con molta probabilità, il nuovo Euribor non si discosterà nei valori da quello attuale ma la “diffidenza” nei confronti del nuovo algoritmo di calcolo porterà i mutuatari ad optare per il tasso fisso.

La decisione Ue è arrivata in contemporanea con il raggiungimento dell’accordo politico tra Parlamento europeo e gli Stati membri su una nuova generazione di benchmark legati alle emissioni di carbonio, necessari per contribuire a rafforzare gli investimenti in progetti ed attività sostenibili.

Regole però, devono ancora essere approvate da Parlamento e Consiglio Ue.

Questo “tassello mancante”, ha reso ancora più necessario un lasso di tempo più esteso che la Bmr concede anche a Eonia (sul cui sostituto sta lavorando anche la stessa Bce, che ha creato Ester) ed Euribor.

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