AttualitàClima

Usa, le forti piogge danneggiano il muro anti-immigrati con il Messico voluto da Trump

Condividi

Si stanno diffondendo sui social americani delle fotografe che mostrano i danni subiti dal muro di confine anti-immigrati con il Messico, voluto dall’ex presidente Usa Donald Trump, a causa delle forti piogge torrenziali che stanno colpendo l’Arizona.

La foto, scattata da Fernando Sobrazo del gruppo ambientalista Cuenca Los Ojos e condivisa su Twitter da Kate Scott (fondatrice del Madrean Archipelago Wildlife Center), mostra 5 pannelli metallici incernierati che sembrano scollegati e oscillanti dalla barriera di confine vicino a Silver Creek.

Un’altra sezione del muro di confine gravemente danneggiata dalle inondazioni nei pressi di Ranchio San Bernardino (vicino Douglas in Arizona) è stata condivisa sul suo profilo Twitter da Laiken Jordahl del National Park Service Usa.

 

Al momento gran parte degli Stati del West Usa stanno subendo una grave siccità mentre il sud dell’Arizona è stato colpito da piogge monsoniche.

A Douglas è stato registrato quasi il doppio delle piogge medie stagionali, infatti, secondo i dati del Servizio meteorologico nazionale Usa, sono caduti 5,5 centimetri di pioggia.

Un’ondata che nell’area di Silver Creek potrebbe aver raggiunto e superato i 4 metri durante la tempesta.

I danni mostrati nelle fotografie sono stati confermati da una portavoce della Custom and Border Protection Usa e per la quale il muro si è danneggiato a causa di inondazioni storiche che hanno colpito di sorpresa l’intera aerea.

Al momento, la polizia di frontiera americana sta valutando i danni che interessano il muro.

India, inaugurata la prima torre mangiasmog. Ma gli esperti sono scettici: “Spreco di denaro”

Fa sorridere pensare che i danni al muro anti-immigrazione fortemente voluto da Donald Trump sia stato danneggiato proprio dagli effetti dei cambiamenti climatici, un fenomeno che l’ex presidente Usa ha sempre sminuito e negato.

Lo scorso maggio, il deputato federale  Raúl Grijalva aveva chiesto una revisione dei costi e della gestione della costruzione del muro, sostenendo che “Nel tentativo di accelerare la costruzione del muro di confine, il Dipartimento per la sicurezza interna dell’amministrazione Trump ha palesemente abusato della sua ampia e potenzialmente incostituzionale autorità di ignorare tutte le leggi e i requisiti legali in vigore nel modo”.

Un mese più tardi, grazie alle sollecitazioni di Grijalva, il Government Accountability Office ha dichiarato che stava riesaminando l’impatto della costruzione del muro di confine sotto l’amministrazione Trump.

Grijalva ha ricordato che secondo la legge federale, il Segretario per la sicurezza interna può non applicare decine di leggi ambientali per  difendere le frontiere.

Afghanistan, chi è Tommaso Claudi, il console italiano rimasto a Kabul per dare il suo aiuto

Molti progetti federali sono disciplinati da regolamenti ambientali ma nel 2005 il Congresso ha approvato la legge REAL ID, che includeva un paragrafo che conferisce al capo del DHS l’autorità di derogare ai regolamenti ‘se necessario per garantire la rapida costruzione’ di barriere, strade e altri infrastruttura.

“Prima che il presidente Trump entrasse in carica – ha evidenziato il deputato – questa autorità di deroga era stata utilizzata solo 7 volte nella storia. L’amministrazione Trump l’ha utilizzata 29 volte”.

Inoltre, nell’aprile 2020, il DHS ha emesso nuove deroghe per la costruzione di circa 15 miglia di muro di confine nella valle del Rio Grande.

“Le leggi alle quali l’amministrazione Trump ha rinunciato – ha denunciato Grijlava – includevano protezioni ambientali e sanitarie essenziali, come l’Endangered Species Act, il Clean Water Act e il Clean Air Act, e le protezioni delle risorse culturali dei nativi americani .Hanno squarciato paesaggi incontaminati come l’Organ Pipe Cactus National Monument, letteralmente distrutto con i bulldozer e distrutto siti sacri dei nativi americani e prosciugato il fragile ecosistema desertico delle risorse vitali delle acque sotterranee. Questa azione negligente e senza legge ha inflitto danni catastrofici alle terre e alle comunità di confine, molte delle quali sono irreversibili”.

(Visited 21 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago