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Mufloni del Giglio, l’Oipa: “Una mattanza con tanto di raccolta punti per i cacciatori”

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Gli abbattimenti dei mufloni sull’isola del Giglio continuano a far discutere. È intervenuta anche l’Oipa, che denuncia gravi e paradossali violazioni.

Gli abbattimenti dei mufloni sull’isola del Giglio continuano a far discutere. Sul caso è intervenuta anche l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (Oipa), che ha diffuso il Disciplinare operativo per gli interventi di prelievo del muflone all’Isola del Giglio redatto dall’Ente Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano. Tra i punti più controversi ci sono l’autoconsumo per i cacciatori (ma non solo) e una vera e propria ‘raccolta punti’.

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Il disciplinare, all’articolo 9 prevede che gli animali uccisi possano essere destinati all’autoconsumo dei cacciatori, o di coloro che sarebbero stati danneggiati dai mufloni, come indennizzo, o dell’Ente Parco stesso. L’uccisione dei mufloni servirà anche per la sanguinaria ‘raccolta punti‘ dei cacciatori. L’articolo 8 assegna 3 punti per ogni capo abbattuto in tecnica singola, 0.25 punti per le uccisioni in tecnica collettiva e persino 0,5 punti a colpo per i colpi a vuoto.

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Se non fosse per il contesto tragico, verrebbe da sorridere” – commenta Massimo Comparotto, presidente dell’Oipa. “Finora le numerose proteste di associazioni, comitati e singoli cittadini a difesa dei mufloni non hanno sortito alcun effetto su chi ha deciso la mattanza, ma non possiamo abbassare la guardia. Chiediamo all’Ente Parco e alla Regione Toscana un ripensamento che salvi le poche decine di mufloni presenti nell’isola, come richiesto dall’opinione pubblica, e a vantaggio dell’immagine stessa del Parco dell’Arcipelago toscano“.

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L’Oipa valuterà nelle sedi sia nazionali che comunitarie se tale progetto sia rispettoso delle leggi italiane ed europee. “Pensiamo anche di rivolgere una segnalazione alla Corte di Giustizia ambientale per verificare che nel presentare il Progetto per il bando Life siano stati coinvolti anche la cittadinanza e le associazioni ambientaliste locali“, aggiunge il presidente dell’Oipa.

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