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Isola del Giglio, animalisti contro Ente Parco: stop all’abbattimento dei mufloni

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I mufloni sono una specie aliena ed invasiva e per questo va abbattuta. È questa l’origine della polemica tra l’Ente Parco dell’Arcipelago toscano e gli ambientalisti.

Il Muflone fu introdotto sull’Isola del Giglio a metà degli anni ’50 per essere usato come passatempo dai cacciatori locali, ma con il passare degli anni l’interesse venatorio è fortemente diminuito e gli animali hanno continuato a riprodursi.

Gli abbattimenti, iniziati nel 2009, hanno portato alla morte di 97 esemplari fino ad oggi.

Si calcola che sull’Isola ne restino ancora quaranta esemplari.

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“Stop all’abbattimento” denunciano alcune associazioni animaliste come “Vitadacani” e “Rete dei santuari di animali liberi”.

Il Parco dell’Arcipelago Toscano, con il benestare dell’Ue, ha decretato la fucilazione di questi animali con l’obiettivo di eradicarli perché stanno creando danni alla biodiversità dell’isola, senza però avere uno studio scientifico che dimostri realmente gli impatti negativi di cui sono accusati i mufloni.

La decisione dell’Ente Parco, ha dato origine a un progetto Life, cofinanziato dall’Unione europea, con più di un milione e mezzo di euro di fondi pubblici.

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Come spiega la LAV, “il regolamento europeo sulle specie invasive afferma che deve essere affermato il principio che ‘chi inquina paga’ e nel caso dell’Isola del Giglio sono quindi i cacciatori i primi responsabili che devono pagare per ripristinare la situazione originaria dell’isola, non certo i mufloni che, trattati come oggetti per il passatempo di pochi, ora rischiano la fucilazione”.

Per l’associazione ambientalista, i mufloni sono stati introdotti a forza sull’isola ed è inaccettabile che le responsabilità umane ricadano ancora una volta sugli animali.

Per questo, Lav ha inviato una lettera al Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, chiedendo un suo intervento tempestivo per fermare il massacro dei mufloni all’isola del Giglio.

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