Mucche e vitelli maltrattati nelle aziende di produzione del Grana Padano in Lombardia. Sono immagini choc, quelle della ong Essere Animali che ha documentato una situazione immorale e illegale.

Mucche e vitelli maltrattati per produrre il Grana Padano. Dietro uno dei prodotti-simbolo dell’Italia nel mondo (il 41% della produzione nazionale viene esportato all’estero) si celano maltrattamenti assolutamente gratuiti, inaccettabili e in contrasto con le norme nazionali e comunitarie. Siamo all’interno di un’azienda in provincia di Bergamo, in Lombardia, e alcuni attivisti della ong Essere Animali, sotto copertura, sono riusciti a documentare quello che accade.

Come riporta anche Il Salvagente, nell’azienda in cui sono state registrate le immagini si trovano 2.700 animali tra mucche e tori ed oltre 300 vitelli. Questi ultimi, appena nati, vengono separati brutalmente dalle madri, presi a calci e bastonate, costretti all’interno di gabbie grandi quanto i loro corpi. In questa azienda viene prodotto il latte con cui poi sarà realizzato il Grana Padano e la ong Essere Animali, in una nota, ha chiesto l’intervento della Commissione europea: “Cambiare è possibile, sono sempre di più i cittadini europei che chiedono maggiori standard di benessere per gli animali d’allevamento”. C’è anche la possibilità di firmare una petizione per mettere maggiore pressione alla Commissione europea.

 

Essere Animali, insieme ad altre 77 ong provenienti da tutto il mondo, ha chiesto anche condizioni più naturali nell’allevamento, a cominciare dalla somministrazione di vero cibo (e non surrogato) agli animali. Nelle richieste compaiono anche la possibilità di mantenere il contatto tra i vitelli e le loro madri, per almeno i primi due mesi di vita, per mezza giornata e con l’allattamento consentito. Ma anche la possibilità di tenere i vitelli all’aperto e in gruppi.

Canada, non solo incendi e morti: il caldo ha sterminato anche le creature marine

Reineke Hameleers, direttrice di Eurogroup for Animals, è durissima: “Questa indagine è un duro campanello d’allarme, ma abbiamo un’opportunità unica: quella di convincere la Commissione europea, entro settembre, a intraprendere una revisione completa della legislazione sulla protezione degli animali da allevamento. Non possiamo accettare che l’attuale legislazione permetta ancora l’isolamento e il confinamento di animali appena nati. Sono pratiche crudeli ed evitabili“.

 

La rivelazione di Essere Animali ha anche indotto a replicare il Consorzio Grana Padano. “Stiamo lavorando per il benessere animale con grande partecipazione di tutto il nostro sistema. Laddove si evidenzino comportamenti anomali, vorremo ci venisse segnalato per poter intervenire e bloccare attività irregolari, velocizzando il nuovo percorso dedicato al benessere animale“, si legge in una nota.

Articolo precedenteDesalinizzazione, grazie ad una nanomembrana si può avere acqua potabile in pochi minuti
Articolo successivoDal Governo 5 milioni di euro per il settore apistico