Economia

MPS-ROSSI. PM, NESSUNA INFLUENZA MASSONICA. MA SPUNTA UN TESTIMONE

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Mps. Nessuna influenza della massoneria nelle operazioni di Mps su Antonveneta. Né sul crack della banca senese.

È questa la dichiarazione fatta oggi dal sostituto procuratore senese Antonino Nastasi, nell’incontro con la Commissione d’inchiesta sulle banche presieduta da Pier Ferdinando Casini.

Tra le dichiarazioni del procuratore, anche la difesa a Banca d’Italia che avrebbe partecipato alle indagini con “piena, leale e proficua collaborazione”, inviando i documenti completi sull’acquisizione di Banca Antonveneta dal 2007 al 2008.

Insieme a Nastasi nella audizione, c’era anche il pm Aldo Natalini che nelle indagini su Mps aveva più volte chiesto e ottenuto, l’archiviazione del caso Rossi come suicidio.

Eppure sui rapporti tra Massoneria e MPS emergono altre circostanze.

Proprio nel marzo scorso infatti il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi, lasciava il posto a Stefano Bisi, direttore del Corriere di Siena nonché collega di David Rossi. Ed è verso Raffi e Bisi che nel 2012, in tempi non sospetti, alcuni “confratelli dissidenti” avevano espresso il proprio disprezzo sul blog “Fratello Illuiminato”, citando anche lo stesso Rossi.

Intanto su Rossi si è anche aperto un nuovo capitolo. È spuntato anche un misterioso testimone.

A diffondere la notizia è stato il programma “Le Iene”, che nei giorni scorsi ha mandato in onda un’intervista al legale della famiglia Rossi, Luca Goracci. L’avvocato ha parlato di un uomo che un anno e mezzo fa si sarebbe fatto vivo con lui, raccontando di essere stato, la sera della morte di David, proprio nel vicolo dove fu trovato il corpo.

L’uomo avrebbe dovuto incontrarsi proprio con Rossi quella sera, ma per un ritardo questo incontro non c’è stato. Un incontro che ci sarebbe stato però più tardi e molto diverso dalle aspettative. L’uomo infatti, giunto all’altezza del Vicolo di Monte Pio, avrebbe visto a terra il corpo di David. Non avrebbe però fatto in tempo a chiamare i soccorsi. Alcune persone lo avrebbero infatti aggredito alle spalle. Sarebbe partito anche un colpo di pistola con il silenziatore. L’uomo, preso a pugni e calci sarebbe riuscito a scappare.

Ma chi era quest’uomo?

La figura misteriosa si è presentata all’avvocato della famiglia con il nome di Antonio Muto, imprenditore mantovano, che aveva avuto rapporti con Monte dei Paschi. Poi però il legale, vedendo il vero Muto durante un’intervista, si è reso conto che non corrispondeva con il testimone. Ma quel che più importa è che il testimone non ha mai rivelato a Goracci il motivo del suo appuntamento con Rossi.

Così come il testimone ha raccontato che nel novembre del 2012, avrebbe accompagnato in ospedale Rossi che nell’occasione portava con sé una valigetta da cui non si divise mai. Sull’episodio è arrivata la conferma dal fratello di Rossi. In quel periodo il padre era ricoverato e David li aveva raggiunti in ospedale, accompagnato dalla misteriosa valigetta.

Cosa c’era nella valigetta? Perché il legale fin qui ha taciuto l’episodio?

Ma le novità non di sono ancora esaurite.
Il testimone misterioso avrebbe raccontato anche di vari incontri che lui e Rossi avrebbero avuto presso lo IOR (la banca vaticana), con una persona dai “capelli impomatati, soprannominato Fonzie”. Una persona che sarebbe consigliere oltre che dello IOR anche di Monte dei Paschi di Siena. Incontri da cui i due tornavano con molti soldi, da portare in MPS, dove il falso Muti aveva conti correnti intestati.

Insomma, come ogni giallo che di rispetti, i misteri crescono e si infittiscono.
Quel che rimane invece intatto, a fare da sfondo al servizio delle Iene, è una Siena omertosa, quasi forzatamente distratta, eppure consapevole della drammaticità di quanto è accaduto.

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