AttualitàInquinamento

Mose Venezia primo test per le dighe mobili. Battaglia navale tra ‘No Mose’ e Guardia Costiera

Condividi

Mose. È stato il premier Giuseppe Conte ha dare il via alla prova generale di innalzamento delle paratoie del Mose che si considera “riuscita”. Per la prima volta tutto il sistema di 78 dighe mobili è entrato in funzione sollevandosi dall’acqua alle tre bocche di porto del lido di Venezia e separando così la laguna dal mare.

In diretta da Venezia per la cerimonia di innalzamento delle paratoie del Mose

Pubblicato da Giuseppe Conte su Venerdì 10 luglio 2020

“Non siamo qui per fare passerelle – ha detto Contema per verificare come governo i lavori del Mose. Concentriamoci su quest’opera che deve essere completata entro il prossimo autunno-inverno”.

La chiusura di tutte e 78 le paratoie mobili nei quattro varchi del Mose di Venezia, si è completata alle 12.25.

La prima a sollevarsi completamente, alle 12.15, è stata la diga di Lido San Nicolo’, con 20 paratoie, seguita un minuto dopo da quella di Lido Treporti, con 21 barriere, e Chioggia, con 18. Alle 12.25 si è concluso il sollevamento delle 19 dighe di Malamocco.

Le varie fasi sono state seguite dal premier Giuseppe Conte, insieme ai ministri Lamorgese, De Micheli e D’Inca’, da una imbarcazione della Guarda Costiera.

Clima, entro il 2100 il livello del mare a Venezia salirà di 108 cm

“Il Mose è stata un’opera travagliata e faticosa ma oggi  non potevamo mancare, anche per quella sera del 12 novembre” dell’acqua alta eccezionale – ha detto il ministro Paola De Micheli, sottolineando che “molti degli impegni presi quel giorno sono stati mantenuti”.

Rispondendo alla sollecitazione sul ‘decreto fanghi‘, ritenuto dal sindaco Bugnaro indispensabile per creare una via alle grandi navi alternativa a quella che passa davanti a San Marco, il ministro ha detto che “il decreto e’ pronto, basta definire la gestione presente e futura”.

De Micheli ha inoltre sottolineato che “il Consorzio Venezia Nuova rimarrà commissariato finché non entrerà in vigore la norma che stiamo predisponendo in queste ore, che definisce la struttura e il finanziamento non solo del Mose ma di tutto il sistema della Laguna”.

“La storia del Mose è la storia di una via crucis – ha detto il Governatore del Veneto, Luca Zaiaci è stata presentata come un’opera unica con i pregi e i difetti di un’opera unica ma dopo aver investito 5,5 miliardi e qualche miliardo in più a corredo deve funzionare. Spero che funzioni. Ora agli occhi di molti il Mose è l’inchiesta ma noi dobbiamo fare in modo che sia solo una parte di quella vicenda”.

“Ci preoccupa ora la partita della gestione che vale 100 milioni di euro l’anno e non sono pochi. Una partita che dovremo affrontare all’interno dei ragionamento delle legge speciale – ha aggiunto Zaia – Se lei Conte volesse veramente fare un regalo al Veneto potrebbe rivedere una scelta fatta dal governo Renzi quando è stato decretata la fine del ‘Magistrato delle acque’ nato nel 1501. È ora di ripristinarlo e dare la gestione al Mose al Comune”.

Laguna di Venezia, al via immissione d’acqua dolce per ripopolamento ittico e volatile

Contro la prova generale del sistema di dighe mobili si è scagliato il Movimento ‘No Mose’ che nel bacino San Marco ha dato vita ad una sorta di ‘battaglia navale’ contro le imbarcazioni delle forze dell’ordine.

“Ci siamo radunati in Bacino e abbiamo accerchiato una motonave di addetti al sistema che si recava verso la bocca di porto di Malamocco” – ha detto Tommaso Cacciari, leader degli antagonisti veneziani.

C’era di tutto in acqua – ha aggiunto – dalle moto d’acqua della polizia, ai gommoni, motoscafi e navi della Guardia costiera. Abbiamo cercato di infrangere il blocco, ma non c’è stato nulla da fare”.

Dopo il tentativo di accerchiare la motonave dei tecnici a Malamocco, le barche dei ‘No Mose’ hanno cercato di spostarsi in direzione opposta, verso l’Isola Nuova del Lido, dov’era in corso la cerimonia per la prova generale del Mose, ma senza successo.

Ci hanno bloccato con tutte le loro forze, inondandoci d’acqua con gli idranti – ha aggiunto Cacciari – ora siamo tornati alla base fradici e con le barche mal messe, ma soddisfatti perché il risultato l’abbiamo ottenuto, il nostro dissenso ventennale e’ stato sentito da tutti. Speravano di spegnere le voci fuori dal coro, non ci sono riusciti”.

(Visited 19 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago