Animali

Addio a Toby, il rinoceronte più anziano al mondo in uno zoo. A Verona recuperate corna in aeroporto

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Il Parco Natura Viva di Bussolengo (Verona) piange la scomparsa di Toby, il rinoceronte più anziano al mondo ospitato in uno zoo. Intanto, all’aeroporto scaligero un blitz ha permesso di recuperare due corna.

Il Parco Natura Viva di Bussolengo (Verona) piange la scomparsa di Toby, che con i suoi 54 anni era il rinoceronte più anziano al mondo ospitato in un parco zoologico. La sottospecie di Toby, quella dei rinoceronti bianchi meridionali, è l’unica a sopravvivere ancora in natura. L’animale non ha retto al freddo degli ultimi giorni e la sua agonia è stata accompagnata da tutti coloro che sono potuti intervenire: i suoi keeper, il curatore generale, i medici veterinari, gli etologi e il ceo, Cesare Avesani Zaborra. “Sapevamo che sarebbe accaduto, prima o poi, ma salutare l’ultima ora del ‘gigante buono’, che ha costruito con noi la storia dell’ultimo mezzo secolo, resta profondamente triste“, spiega Avesani Zaborra.

A sentire la mancanza di Toby però non saranno solo gli uomini che hanno condiviso con lui tutta la vita. Saranno anche i nyala e i 14 ippopotami nati e cresciuti alla sua ombra, che condividevano con lui l’unico reparto d’Europa in cui queste specie coesistevano. Un nonno acquisito – tanto grande quanto paziente – soprattutto per i piccoli ippopotami, ai quali ha sempre concesso di giocare con la sua coda e con il suo corno. Il ceo del Parco Natura Viva ha spiegato: “In realtà, sono stati proprio loro a supportarlo in un momento difficilissimo della sua vita che lo ha portato nel 2012, già anziano, a dover affrontare la morte di Sugar, sua fedele compagna di vita“. Anche Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, ha dedicato un post in memoria di Toby.

Su Toby è stata eseguita l’autopsia, da parte dell’Università di Padova, ed ora il rinoceronte vivrà una seconda vita: sarà imbalsamato ed esposto al Museo delle Scienze di Trento, diventando un simbolo della sua specie, sempre più minacciata dalla caccia e dal bracconaggio e per questo ad un passo dall’estinzione. Proprio nelle stesse ore, un blitz congiunto di polizia e carabinieri ha permesso di trovare e recuperare, nel parcheggio dell’aeroporto Valerio Catullo di Verona, due corna di rinoceronte. L’intervento ha seguito una segnalazione di una rete di recinzione del parcheggio, trovata tranciata.

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Proprio nei pressi di quel buco nella rete, gli operatori della Polizia di Frontiera Aerea hanno scoperto uno zaino con la cerniera aperta, da cui si intravedevano due corna. I carabinieri forestali di Verona hanno accertato che si trattava di corna di rinoceronte, molto richieste sul mercato clandestino per via della polvere che ne viene ricavata, considerata dalla medicina tradizionale orientale come ‘miracolosa’ per le sue proprietà afrodisiache. Un singolo corno può essere venduto per una cifra tra i 25mila e i 200mila euro, la polvere che viene estratta fino a oltre 65mila euro al chilo.

 

 

Le due corna sequestrate a Verona pesano complessivamente più di 2,1 chilogrammi e sono perfettamente conservate, probabilmente grazie al trattamento con speciali sostanze, all’imbalsamatura e alla lucidatura. Si indaga sulla loro origine: l’ipotesi principale è che siano state trafugate da un museo di storia naturale o da una collezione privata.

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