moria di pesci fiume oder

Tonnellate di pesci sono stati trovati morti lungo il fiume Oder in Polonia e in Germania. Entrambi i Paesi credono che possa trattarsi di un caso di avvelenamento del fiume ma al momento non si riesce a capire quale possa essere la sostanza.

Migliaia e migliaia di pesci trovati morti lungo il fiume Oder in Polonia e Germania dalla fine di luglio ad oggi hanno aperto un caso tra i due Paesi europei.

Al momento, a due settimane dall’inizio della moria di pesci, è ancora giallo sulle cause. Le autorità di entrambi i Paesi concordano che si tratti di un disastro ambientale e che l’inquinamento industriale possa essere una delle cause. Il problema è che, relativamente a tutto il resto, al momento i due governi brancolano nel buio.

Non si ha idea di quale possa essere la sostanza tossica che, una volta introdotta in un fiume (generalmente pulito), abbia causato la moria di pesci. Non si ha idea di quale possa essere l’azienda, né dove siano avvenuti esattamente gli sversamenti, posto che i governi abbiano ragione ad indicare in una delle industrie che sorgono sulle coste fluviali il responsabile del massacro.

Ciò che si sa è che 10 tonnellate di pesci morti sono state trovate nel fiume Oder rimossi grazie al lavoro di centinaia di volontari che stanno ripulendo il fiume dalle carcasse.

Il governo polacco offre una ricompensa a chi offre informazioni utili

Le ministre dell’ambiente dei due Paesi – la tedesca Steffi Lemke e la polacca Anna Moskwa – hanno tenuto una conferenza stampa congiunta per fornire le ultime informazioni sul caso.

Entrambe le ministre hanno detto ai giornalisti che i rispettivi governi stanno lavorando per limitare i danni ambientali e scovare i colpevoli.

“Finora sono stati analizzati almeno 150 campioni di acqua del fiume Oder. Nessuno di questi studi ha confermato la presenza di sostanze tossiche. Allo stesso tempo, stiamo analizzando i pesci”, ha detto la ministra dell’Ambiente polacca, sottolineando che alcuni campioni di acqua dell’Oder sono stati inviati a laboratori stranieri per essere analizzati per circa 300 sostanze.

Ma ciò che è mancato – e manca ancora adesso – è il lavoro di squadra. I team investigativi dei due Paesi non si parlano e pare non ci sia coordinamento tra le due indagini nazionali.

Durante la conferenza stampa congiunta, la stessa ministra tedesca ha dichiarato che il governo di Berlino non è stato avvisato in tempo da Varsavia dopo il ritrovamento di pesci morti in Polonia. La ministra Lemke ha poi detto che le comunicazioni tra i due Paesi dovrebbero essere migliorate.

Per poter giungere a un risultato tangibile, il governo polacco, comunque, ha deciso di offrire una ricompensa di 1 milione di zloty (220.000 euro) a chiunque aiuti a rintracciare i responsabili dell’inquinamento del fiume.

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