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Macron sul Monte Bianco: “parte da qui la mia battaglia green”

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Monte Bianco. Una distesa di rocce e sassi emersi tra le neve sciolta. Un panorama affascinante se fosse estate.

Ma quello che possiamo fotografare in questi giorni d’inverno è il triste scenario della Mer de Glace senza parte del suo manto bianco tipico di questo periodo.

Per il presidente Francese, Emmanuel Macron, che ieri si è affacciato sulla balconata che sovrasta il ghiacciaio che scende dal versante nord del Monte Bianco (il più grande di Francia e il secondo delle Alpi) “questa è la battaglia del secolo”.

“Qui si possono toccare con mano i cambiamenti climatici. Non immaginavo uno scioglimento così rapido. Ci si rende conto come gli effetti delle mancate decisioni (sul clima, ndr) sono arrivate fin quassù”- ha aggiunto Macron guardando le rocce grigie che emergono dall’enorme lingua ghiacciata dopo uno degli inverni con meno neve di sempre sulle Alpi.

Il presidente francese ha detto di credere molto in questa battaglia e che, anche “se sarà lunga, darà risultati concreti”.

“Dovremo inventarci – ha proseguito – un nuovo modello di vita per conciliare ambiente, crescita e sviluppo economico”.

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Macron ha annunciato 20 nuove riserve naturali nazionali (Monte Bianco compreso), quattro parchi regionali, due parchi nazionali (uno in Guyana), 250 mila ettari di boschi nei prossimi due anni e la nascita dell’Ufficio francese per la biodiversità.

Il presidente francese è stato però accolto a Chamonix da 250 manifestanti che gli hanno rinfacciato “la visita da commedia”, “la parata per avere una foto da copertina” e per cercare una sponda con il mondo ambientalista alla vigilia delle elezioni municipali di marzo che vedono Les Verts in crescita.

Per alcuni sondaggi sarebbero il primo partito di Francia, mentre per altri il loro “trionfo annunciato” non sarebbe così sicuro anche se potrebbero espugnare il municipio di Lione.

Una delegazione del governo valdostano avrebbe voluto incontrare Macron, ma da Parigi hanno fatto sapere che il presidente avrebbe incontrato solo rappresentanti francesi.

“È venuto a versare lacrime di coccodrillo quando il governo non rispetta gli accordi climatici e le emissioni di CO2 sono aumentate” – ha detto l’ambientalista Pierre Delpy.

Il presidente della Regione e il sindaco di Chamonix hanno chiesto a Macron di regolamentare i camion nel traforo del Monte Bianco.

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Non posso vietare il transito dei camion” – ha replicato il presidente.

“Mi dispiace che gli annunci non siano stati all’altezza delle questioni in gioco” – ha aggiunto Arnauld Gauffier, direttore programmi di Wwf Francia.

Il giorno prima Macron aveva infatti annunciato una serie di ‘misure concrete’ che avrebbe lanciato dalle pendici del Monte Bianco. La visita era nata dopo la lettera inviata a settembre dal sindaco di Saint-Gervais-Les-Bains.

“Va bene occuparsi dell’Amazzonia, ma non è più tollerabile la mancanza di rispetto di alcuni turisti sul Monte Bianco”, scriveva il sindaco.

Il 31 agosto un ex Marine inglese aveva cercato di scalare la vetta più alta d’Europa portandosi sulle spalle un vogatore di 26 chili.

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Dopo aver rischiato la vita, lo aveva abbandonato a 4.300 metri tornando a valle.

Poi un tedesco aveva tentato di salire in cima con il suo cane nonostante la Gendarmeria avesse cercato di farlo desistere.

Al rientro l’animale aveva le zampe sanguinanti.

Macron prima di lasciare la valle non ha tralasciato una stoccata a chi vorrebbe tutto e subito: “L’ambientalismo talvolta si trasforma in impazienza e collera, servono invece azioni concrete ogni giorno”.

“Ha voluto darsi una mano di verde” – ha risposto Julien Bayou, segretario nazionale del Partito ecologista.

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