I teli geotessili utilizzati per evitare lo scioglimento dei ghiacciai non sono la soluzione ma parte del problema. A dirlo un gruppo di scienziati che chiede lo stop all’utilizzo.

Le coperture geotessili che spesso vengono utilizzate per la evitare lo scioglimento e la scomparsa dei ghiacciai sulle montagne – come quello installato sul Presena – non sarebbero utili allo scopo. Anzi, sarebbero addirittura dannosi.

A dirlo una quarantina di scienziate e scienziati che si occupano di glaciologia e cambiamenti climatici che l’hanno messo nero su bianco in un documento in cui spiegano i danni derivanti dal loro utilizzo.

L’appello degli esperti: “Consideriamo i ghiacciai come ecosistemi multiformi”

“Come scienziati che si occupano di glaciologia e climatologia – scrivono – vediamo nella diffusione di questi progetti alcune criticità che stanno creando confusione, compromettendo la sensibilità ambientale che, con fatica, si è consolidata negli ultimi anni”.

“L’Italia che vorrei è rispettosa dell’ambiente”, la lettera dei bambini al futuro presidente della Repubblica

Il loro discorso è semplice: non si potranno coprire tutti i ghiacciai della Terra quindi inutile pensare che questa possa essere una soluzione reale e credibile contro il loro scioglimento.

In compenso, i teli bianchi non sono del tutto a impatto zero. Per intenderci, per spostarli da una parte all’altra serve l’intervento dei gatti delle nevi che emettono molta Co2; poi i teli stessi sono fatti di plastica, che quindi rappresenta un problema quando si tratta di smaltirli. Inoltre, andando incontro a usura veloce questo è un problema che si presenta di frequente.

Più in generale, spiegano gli esperti, “insaccare” un ghiacciaio ed isolarlo dal mondo esterno mentre l’ambiente circostante è in continua evoluzione non può rappresentare la risposta.

 “I ghiacciai – scrivono gli esperti – sono ecosistemi multiformi, dove hanno luogo interazioni complesse con l’ambiente circostante”. 

Napoli, il riciclo dei rifiuti è “di quartiere”. Il progetto di Remade Community Lab

Articolo precedente“L’Italia che vorrei è rispettosa dell’ambiente”, la lettera dei bambini al futuro presidente della Repubblica
Articolo successivoAgroalimentare, 30% lavoratori in quarantena – Agrifood Magazine