Moda, prosegue il percorso verso la sostenibilità di Giorgio Armani. Il gruppo dello stilista milanese ha annunciato di aver bandito dalle proprie collezioni la lana d’angora.

Moda, il Gruppo Armani sempre più sostenibile. Giorgio Armani, da poco nominato Cavaliere di Gran Croce dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha annunciato che la lana d’angora sarà bandita dalle proprie collezioni a partire dalla stagione autunno-inverno 2022-23. Continua quindi il percorso verso la sostenibilità e il rispetto degli animali, iniziato nel 2016 con l’adesione alla Fur Free Alliance e l’abbandono delle pellicce animali e proseguito con l’adesione, nel 2019, al Fashion Pact, per promuovere una produzione sempre più sostenibile.

La moda fa male all’ambiente: dalla produzione alle pessime abitudini dei consumatori

La lana d’angora viene ricavata dal pelo, morbido e voluminoso, del coniglio d’angora. Per ottenerla, però, questo roditore viene tosato con molta sofferenza e spesso maltrattato, come denunciano da anni molte associazioni animaliste. Il settore della moda, negli ultimi anni, si sta mostrando molto più sensibile alle tematiche ambientaliste e animaliste. Gucci ha già bandito la lana d’angora da tempo, così come fatto recentemente anche dalla piattaforma del lusso britannica Farfetch. Ora è arrivato anche il momento per il Gruppo fondato dal leggendario stilista 87enne milanese.

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