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MOBILITARIA 2018, IL RAPPORTO DEL KYOTO CLUB SULL’ARIA CHE SI RESPIRA NELLE NOSTRE CITTÀ

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Mobilitaria 2018. Di Valeria Franceschini. Recentemente è stato registrato un miglioramento nella qualità dell’aria che respiriamo ma i livelli di sostanze inquinanti sono ancora troppo alti. Il rapporto del Kyoto Club ci illustra qual è la situazione attuale città per città.

Da anni ormai la Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia (ma anche in altri paesi come Francia, Spagna e Regno Unito),  invitandola a ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell’aria metropolitana. Sebbene il livello di inquinanti risulti ancora essere troppo alto per gli standard europei, negli ultimi anni si sono rilevati alcuni miglioramenti nella qualità dell’aria.

Lo scorso 16 Febbraio durante la conferenza “Cambiamenti climatici, politiche di mobilità e qualità dell’aria nelle grandi città italiane“, in occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto, è stato presentato il report MobilitAria 2018 che illustra con grafici, indici e percentuali la situazione attuale dell’aria che respiriamo e l’eventuale incremento della mobilità sostenibile nel nostro paese. Il rapporto è stato presentato dal Kyoto Club in collaborazione con l’ Istituto sull’inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IIA) e prende in considerazione i dati raccolti fra il 2006 e il 2016, in 14 delle più importanti città italiane: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia. Sebbene ci siano stati alcuni sviluppi «Il numero dei superamenti di particolato atmosferico (PM10 – PM 2,5) e biossido di azoto (NO2) rimane alto nelle città italiane, soprattutto in quelle del Nord (Milano e Torino in testa), nonostante la diminuzione in valori assoluti dell’ultimo decennio. Per quanto riguarda l’andamento della mobilità urbana sono stati fatti passi in avanti, ma i risultati sono insufficienti e ci sono ancora profonde differenze tra le città».

Le città, monitorate sotto diversi aspetti, hanno presentato un quadro complessivo in lieve miglioramento ma c’è ancora molto altro da fare e il nostro paese risulta essere in ritardo storico sulla mobilità elettrica. Entro il 2030 si punta ad avere più di 5 milioni di auto elettriche sulle nostre strade. Dai dati raccolti, per quanto riguarda il biossido di Azoto (NO2), emergono miglioramenti tra il 36% e il 45% a Bari, Bologna, Catania e Reggio Calabria, mentre rimangono fermi al di sotto del 20%  Firenze, Napoli, Venezia e Palermo. Ma a preoccupare di più sono i numerosi superamenti dei livelli consentiti a Roma, Milano, Torino, Firenze, Genova, Napoli e Catania.

Sono stati invece registrati miglioramenti sul livello di PM2, 5 a Bologna (-43%), Napoli (-43%), Roma (-38%) e Cagliari (-36%), mentre per quanto riguarda il PM10, nonostante un lieve miglioramento sui valori complessivi, purtroppo in molte città italiane i parametri sono ancora superiori al limite annuo stabilito. I livelli più alti, per quanto riguarda il particolato (sia PM10 che PM2,5), si sono registrati a Milano, Venezia e Torino. Nonostante questo, gli Italiani continuano a preferire la propria auto ai mezzi pubblici e il tasso di motorizzazione rimane ancora molto alto, sopratutto al Sud: Cagliari (78%), Reggio Calabria(76%), Catania e Messina(68%) sono fra le città che usano meno i mezzi pubblici. Fra le più virtuose, da questo punto di vista, troviamo Genova (33%), Milano e Venezia (35%), Firenze(41%) ma anche Napoli (44%).

Buone notizie arrivano dall’aumento delle ZTL  in molte città. Fra le migliori troviamo Mestre, Genova, Napoli e Palermo, mentre Torino rimane una città problematica con varchi chiusi solo per poche ore al giorno. Aumenti registrati anche per quanto riguarda piste ciclabili (soprattutto a Firenze) e aree pedonali (maggiormente a Napoli). Per  il car sharing e il bike sharing spiccano invece Milano, Firenze e Torino. Alla luce di tutto ciò Nicola Pirrone, direttore del CNR-IIA, conclude: «Occorrono misure strutturali che portino a un trasporto pubblico più verde, una mobilità a basso impatto ambientale con una forte spinta verso i mezzi elettrici o a gas. Bisogna ripensare la governance delle città in modo globale, a 360 gradi, con un progetto di interventi strutturali che miri a decarbonizzare l’economia, e quindi i sistemi di trasporto e di riscaldamento, che rappresentano le due maggiori fonti di inquinamento atmosferico per molte città italiane. Per ridurre l’inquinamento nelle città si deve pensare ad un piano nazionale strategico che includa una serie di misure che sono di responsabilità sia di enti locali che su scala nazionale».

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