I ricercatori della Ong insieme all’OBCT: “Se tutti optassero per il treno si risparmierebbero 3,5 milioni di tonnellate di CO2 equivalente all’anno”

In termini di sostenibilità ambientale, viaggiare in treno è meglio che viaggiare in aereo. Soprattutto se il viaggio dura meno di sei ore. A dirlo, in uno studio commissionato da Greenpeace Europa, un gruppo di ricerca italiano dell’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.

I ricercatori dell’Osservatorio hanno dunque dato una risposta a un quesito che i viaggiatori più attenti all’ambiente si sono spesso posti prima di decidere il mezzo di trasporto con il quale affrontare il viaggio.

Mettendo a confronto i voli a corto raggio più frequentati nel Continente con le corrispondenti alternative in treno, si è calcolato che se il viaggio in treno non supera le sei ore, la quantità di emissioni di anidride carbonica pro capite risulta essere inferiore a quella relativa agli spostamenti aerei.

Inoltre si è calcolato che se tutti i viaggiatori optassero per il treno quando le tratte non superano le sei ore, il risparmio totale in termini ambientali sarebbe di 3,5 milioni di tonnellate di CO2 equivalente all’anno. 

Diventa chiaro, dunque, che una buona politica di mobilità sostenibile dovrebbe spingere verso l’implementazione delle reti ferroviarie, soprattutto nell’ottica delle annunciate nuove tecnologie che renderebbero i treni ancora più ecosostenibili nel prossimo futuro.

Il report di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa e Greenpeace Europa ha dunque calcolato che, se gli stati migliorassero il sistema ferroviario e si aumentassero il numero di treni per i viaggi fino a un massimo di sei ore, l’Europa intera arriverebbe a risparmiare fino a 23,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente all’anno. Per intenderci, quanto l’insieme totale delle emissioni prodotte da un Paese come la Croazia. 

“Nell’ultimo anno in Europa abbiamo assistito a un notevole sforzo economico per salvare compagnie aeree e aeroporti, senza però chiedere al settore un reale impegno per ridurre il proprio impatto ambientale e tutelare i diritti dei lavoratori”, ha dichiarato Federico Spadini, responsabile della campagna trasporti di Greenpeace Italia.

“Secondo le previsioni – continua Spadini – l’industria dell’aviazione tornerà presto ai livelli di crescita pre-Covid, con effetti disastrosi per il clima e impedendo all’Unione Europea di rispettare gli obiettivi dell’accordo di Parigi. È quindi necessario intervenire subito per regolamentare il settore, vietando anzitutto i voli a corto raggio e promuovendo alternative più sostenibili come il treno”. 

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Rapporto Greenpeace sui viaggi in treno e aereo: il ruolo dell’Italia

Lo studio condotto da Greenpeace Europa e OBCT ha preso in considerazione tratte aeree brevi di tutto il Continente. Ma sui 150 voli a corto raggio (sotto i 1500 km) analizzati da Greenpeace, 40 riguardano l’Italia come luogo di partenza o di arrivo. Dunque, il 27% circa del totale.

Forse anche a causa della sua conformazione geografica, gli spostamenti in aereo nel nostro Paese sono assai frequenti anche per viaggi brevi. Ad esempio, la decima tratta aerea più frequentata in Italia è ad esempio la Milano-Napoli, con quasi 1,4 milioni di passeggeri all’anno, nonostante esista già un treno che impiega solo quattro ore e mezzo per lo stesso viaggio.

Basterebbe, dunque, optare per il treno invece che per l’aereo per abbattere non poco la quantità di CO2 prodotta con il proprio viaggio.

Inoltre, Greenpeace sottolinea che poiché “le tratte aeree più brevi e frequentate in Italia riguardano voli nazionali, molti interventi per convertire il traffico aereo in spostamenti su rotaia potrebbero essere fatti in autonomia da parte del governo italiano, in tempi relativamente brevi”. 

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