Mobilità condivisa, l’Italia torna ai livelli precedenti alla pandemia. Un vero e proprio balzo in avanti, soprattutto per le grandi città: Milano si conferma capitale della sharing-mobility, poi seguono Roma, Torino e Firenze.

Mobilità condivisa, l’Italia torna ai livelli precedenti alla pandemia. È quanto emerso nel corso della quinta Conferenza nazionale sulla Sharing Mobility, organizzata dall’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility in partnership con Deloitte, RFI, Uber, Voi Technology, Share Now, Key Energy, Via, Expomove, Bit Mobility e Nordcom. Grazie anche al boom dei monopattini elettrici, ma non solo, la mobilità condivisa è tornata a crescere. Scooter, bici e monopattini hanno già superato i valori pre-pandemici del 2019 e il car sharing li sta raggiungendo in queste settimane.

 

Per rendere più sostenibili le città, i servizi di mobilità condivisa giocano un ruolo cruciale insieme al trasporto pubblico locale. La mobilità alternativa offre maggiori soluzioni per lo spostamento dei cittadini a minore impatto ambientale” – spiega il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, Enrico Giovannini – “Il Ministero avvia una importante e necessaria transizione attraverso l’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobiliy e il progetto ‘Mobility as a Service’, che prevede la selezione di 3 città leader e 7 territori ‘follower’ per sperimentare il nuovo modello di mobilità integrata“.

 

Le città italiane più protagoniste della mobilità condivisa sono Milano, Roma, Torino e Firenze. A caratterizzare queste città è la presenza contemporanea di tutti i quattro servizi di sharing (auto, bici, scooter e monopattini). Si registra però un trend positivo anche a Bologna, Cagliari e Palermo, che fanno molto meglio di tante altre città europee. Inoltre, la mobilità condivisa diventa sempre più leggera, grazie al boom di monopattini e scooter.

 

Investire nella green mobility non significa solo investire in nuovi veicoli e infrastrutture, ma anche sostenere direttamente nuovi servizi di mobilità urbana condivisa” – ha spiegato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile – “Dobbiamo ridurre il numero di auto circolanti e ridurre gli effetti ambientali e sociali negativi per le nostre città. Il momento è favorevole e la transizione ecologica lo richiede“.

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