“Un team trasversale lavorerà sull’impatto economico, sociale e ambientale del Piano, perché la Ue non chiede solo quando e quanto spendiamo, ma anche informazioni precise sui risultati finali attesi e sul rispetto del principio di non danneggiare significativamente l’ambiente”, Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Il tema dei cambiamenti climatici, con il relativo adeguamento dei sistemi infrastrutturali e trasporto, avrà implicazioni cruciali. Per questo sto creando una commissione guidata da Carlo Carraro, ex rettore a Venezia e membro del Board dell‘Intergovernamental Panel on Climate Change. Dovrà aiutarci a capire come la sostenibilità impatta sulla pianificazione delle infrastrutture e dei sistemi di trasporto, nonché sui porti e le reti idriche. È un primo passo“.  Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, lo dice in un’intervista alla Stampa.

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Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, infatti, su proposta del ministro, ha cambiato in ‘Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile’.

Nel ministero “ho creato un team dedicato al Recovery Plan. Sarà attivo su cinque dimensioni“, spiega Giovannini, “il primo gruppo si occuperà dei progetti e del confronto con la Commissione Ue. Il secondo studierà le innovazioni normative necessarie per garantire l’attuazione rapida dei progetti. Il terzo si focalizzerà sull’innovazione interna al ministero, per aumentarne efficienza e rapidità. Il quarto sui sistemi informativi per assicurare lo scambio dei dati necessari per monitorare la realizzazione dei progetti approvati. Infine, un team trasversale lavorerà sull’impatto economico, sociale e ambientale del Piano, perché la Ue non chiede solo quando e quanto spendiamo, ma anche informazioni precise sui risultati finali attesi e sul rispetto del principio di non danneggiare significativamente l’ambiente. Il piano italiano deve essere pronto entro aprile. Ma poi, ricordiamolo, va attuato“.

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Nella lettera che il ministro Giovannini ha scritto ai dipendenti del Mit scrive: “L’obiettivo di portare il Paese fuori dalla crisi indotta dalla pandemia deve sposarsi necessariamente con quello di una profonda trasformazione che renda il nostro Paese più prospero, più resiliente, più giusto e sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale.

Le urgenze sono numerosissime e questo Ministero ha molteplici responsabilità in settori cruciali per l’ottimale gestione dell’emergenza sanitaria, la qualità della vita delle persone, la ripresa economica e occupazionale, la competitività di un sistema economico duramente colpito dalla crisi, il miglioramento della condizione ambientale”.

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