Fashion&DesignLe interviste social di Mariaelena Leggieri

Miomojo, il made in Italy che fa bene all’ambiente: borse in pelle di cactus e scarti di mela

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E’ possibile con creatività e cura fare fashion senza fashion victims? La storia di un’azienda di Bergamo, Miomojo, insegna come possono essere realizzati prodotti di design con materiali sostenibili, innovativi e che tutelano l’ambiente e gli animali. Intervista alla fondatrice di Miomojo, Claudia Pievani. 

L’industria della moda è una delle più inquinanti al mondo. Per ridurre l’impatto della cosiddetta fast fashion molte aziende si adoperano per usare materiali innovativi, sostenibili, resistenti e che facciano del bene all’ambiente. 

Miomojo è un’azienda di accessori cruelty-free con sede a Bergamo che produce borse dal caffè, mais, cactus, scarti di mela e plastica riciclata. 

Ha lanciato la sua collezione più innovativa “Prima linea” proprio nel corso di quest’anno difficile a causa dell’emergenza Covid-19. Claudia Pievani, fondatrice dell’azienda bergamasca, ci ha raccontato l’obiettivo del suo brand e quanto sia importante oggi, specie nel campo della moda, incentrare la produzione sulla sostenibilità

Quali esperienze ti hanno portato a lanciare un brand che impiega per i suoi prodotti materiali innovativi, riciclati e cruelty-free?

Miomojo nasce a fine 2012 per un’esigenza personale, ovvero quella di dare un contributo oltre all’impresa. Non volevo avere prodotti senza significato, dovevano inglobare i miei valori, tra cui quello di essere cruelty-free, quindi non utilizzare materiale di origine animale, e dare spazio ai materiali riciclati. Ci sono tante possibilità oggi che hanno un impatto sull’ambiente molto inferiore rispetto ai vecchi materiali, soluzioni innovative e che non consumano nuove risorse. 

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In che modo sei legata all’associazione Animals Asia? 

Conoscevo l’associazione già prima di fondare Miomojo e li ho contattati per trovare una collaborazione fin dall’inizio devolvendo il 10% del nostro fatturato netto (oggi anche ad altre associazioni). Animals Asia combatte le cosiddette fattorie della bile dove gli orsi della luna vengono tenuti in gabbie. Attraverso un buco nello stomaco si toglie la bile e possono rimanere in queste condizioni fino a trent’anni. Ad oggi abbiamo devoluto all’azienda 200mila euro.

Prima linea è la nuova collezione di Miomojo: borse fatte con pelle vegetali innovative ricavate da cactus e scarti di mela. Quali sono i costi e i tempi per realizzarle?

Si tratta di una linea nata in tempi record nel corso del lockdown. Queste borse sono realizzate con materiali parzialmente biodegradabili e organici. Sono fatte totalmente in Italia ed è ciò che abbiamo fortemente voluto, soprattutto dopo questa emergenza, per essere presenti nel nostro paese colpito dal Covid-19  e per rappresentare la nostra città Bergamo, tra le più colpite dalla pandemia. Questa linea costa di più rispetto agli altri prodotti ma solo perché utilizza materiali innovativi. Un’alternativa sul mercato che ha attirato l’interesse anche di persone che fino ad oggi hanno sempre usato solo borse di pelle. 

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Cosa vuol dire oggi per un brand occuparsi di moda sostenibile?

Sostenibile vuol dire usare risorse presenti in modo non scarso, dobbiamo utilizzare quelle che non impattino ulteriormente sul nostro pianeta, già impoverito dalle nostre azioni. Ora più che mai è visibile: tantissime specie sono scomparse, 15 miliardi di alberi vengono tagliati ogni anno, le riserve ittiche non ci sono, gli oceani nel 2050 avranno più plastica che pesci. Le risorse sono estremamente scarse e la sostenibilità è una priorità assoluta per le aziende. In futuro un prodotto non sostenibile non può avere successo anche perché le persone sono più attente e consapevoli a ciò che acquistano. 

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