“Questo ministero può essere una grandissima opportunità, potrebbe conciliare da una parte l’aspetto di tutela e cura del territorio, dall’altra svolgere il ruolo di coordinamento con gli altri ministeri per quel che riguarda il tema della gestione ecologica”. Intervista ad Alessandra Prampolini, direttrice generale WWF Italia.

Nelle fase di consultazioni prima della formazione della nuova squadra di governo scelta dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, è stato cruciale l’incontro con le principali associazioni ambientaliste, WWF Italia, Legambiente e Greenpeace. Proprio in quell’occasione è stata data la “buona notizia“, annunciata dalla presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi: “Ci sarà il Ministero della Transizione ecologica dove le competenze saranno concentrate”.

Draghi, l’ambiente al centro: l’incontro con le associazioni Legambiente, Wwf e Greenpeace

“Nel corso di quell’incontro come WWF la nostra prima proposta ha fatto riferimento alla massima attenzione per gli appuntamenti istituzionali che quest’anno vedono l’Italia protagonista, dal G20 al Food Systems Summit, ed un ruolo di rilievo sia alla Cop15 sulla biodiversità che alla Cop26 sul clima. – ci spiega Alessandra Prampolini, direttrice generale del Wwf ItaliaServe un’Italia che sia all’altezza di questi ruoli e che sia in grado di condurre tali trattative da una posizione di forza. Le nostre proposte si concentrano anche nell’ottica di un corretto utilizzo dei fondi che stanno per arrivare ingenti per la risoluzione della crisi pandemica, con particolare attenzione al processo di decarbonizzazione, che nel nostro Paese ha accumulato un ritardo notevole, e al tema della perdita della biodiversità.

Il Ministero in questione andrà a sostituire l’attuale Ministero dell’Ambiente (cambiando il nome) e acquisirà le competenze del dicastero dello Sviluppo Economico in campo energetico. 

Chi è Roberto Cingolani, il Ministro della Transizione ecologica scelto da Mario Draghi

Questo ministero può essere una grandissima opportunità al fine di far sì che sia possibile, per l’Italia e per l’Europa, realizzare il Green Deal europeo siglato da tutti i paesi. – continua Prampolini E’ importante che l’Italia si doti di una funzione di coordinamento molto forte e che permetta l’effettiva trasformazione di una serie di processi che riguardano gran parte dei ministeri. Questo ministero potrebbe conciliare da una parte l’aspetto di tutela della natura e cura del territorio, dall’altra svolgere il ruolo di coordinamento con gli altri ministeri per quel che riguarda il tema della gestione ecologica“.

Tra le priorità dell’associazione la lotta alla crisi climatica che, specie in Italia, “deve essere accelerata in modo esponenziale – ribadisce Alessandra Prampolini in particolare, il taglio delle emissioni richiede un investimento nelle fonti rinnovabili che fino ad oggi non abbiamo visto e, allo stesso tempo, un taglio di quelli che sono i combustibili fossili. Abbiamo bisogno di una visione sistemica e una legge quadro sul clima che in qualche modo renda l’azzeramento  delle emissioni clima alteranti un parametro per le decisioni che vanno prese in tutti gli altri campi“.

Draghi, i nomi dei ministri scelti per la squadra di governo

Alessandra Prampolini è la prima donna ad assumere la carica di direttore generale del WWF Italia e insieme alla presidente Donatella Bianchi va a comporre un vertice tutto rosa. Nel governo Draghi, invece, su 23 ministri solo 8 sono donne. “Quello che conta sono sicuramente le competenze dei ministri e rispetto a questo siamo in attesa di vederli all’opera, ci auspichiamo che la performance sia la migliore possibile a prescindere da questo elemento. – conclude Prampolini – Non vi è alcun dubbio però che, in un momento di emergenza, si sia manifestato come le molte donne ed esperte presenti nel nostro Paese non siano state ritenute all’altezza, è un elemento che ancora fa molto riflettere”.

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