casa dei fiori milano

Cento alunni della scuola longoni realizzano un’oasi per la biodiversità nel Parco Segantini (Milano). Il progetto “La casa dei fiori Colussi”.

Lavanda, fillarea e corbezzoli, tanti fiori per le api nel cuore di Milano: prende il via dal Parco Segantini, nei Navigli, “La casa dei fiori Colussi”, il nuovo progetto di Colussi per favorire la biodiversità e il recupero di aree verdi con il coinvolgimento delle scuole.

Per il rilancio dello storico marchio italiano si è scelta un’idea antica che guarda al futuro attraverso l’impegno nella sostenibilità. Un impegno convinto e strategico anche per affrontare la dura crisi che la nostra economia e le aziende italiane, soprattutto del settore agroalimentare, stanno affrontando in questo periodo.

La prima Casa dei fiori Colussi è stata realizzata oggi nel Parco Segantini a Milano, insieme ai cento bambini della scuola Convitto Longone con i loro insegnanti. È stata creata un’oasi con piantine e arbusti selezionate per attrarre e proteggere le diverse specie di insetti impollinatori come api, farfalle, bombi. Inoltre i bambini e le bambine hanno partecipato ad una lezione di educazione ambientale al temine della quale sono state donate loro 100 piantine e 100 sacchettini di semi di piante e fiori di campo specificatamente indicati per attrarre gli impollinatori e creare delle vere e proprie “oasi di biodiversità” da coltivare sui balconi e nei giardini di casa. E ancora alla scuola sono stati consegnati 8 kit di giardinaggio per mettere in pratica quanto appreso durante la manifestazione.

I prossimi appuntamenti con la Casa dei Fiori saranno a Roma e Bologna.

Alla mattinata hanno partecipato anche Massimo Crippa, Direttore Commerciale del Gruppo Colussi, Annalisa Corrado, Responsabile sviluppo progetti innovativi di AzzeroCO2, Silvio Anderloni, Direttore del Centro di Forestazione Urbana di Italia Nostra, Riccardo Casalegno, Presidente dell’Associazione Parco Segantini.

I fiori e gli insetti sono alla base della nostra alimentazione, perché dagli insetti impollinatori dipendono più del 75% delle colture agrarie. Ma la popolazione di api e farfalle è attualmente in declino in Europa: a rischio è circa un terzo della popolazione complessiva a causa di pesticidi, perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie e cambiamenti climatici. Solo la moria invernale delle api (un evento naturale) è aumentata di cinque volte nel 2021 rispetto ai quattro anni precedenti, secondo una ricerca dell’associazione apicoltori francesi.

“Nell’immaginario la tradizione gastronomica italiana ha innati i valori di cibo buono e sano prodotto da agricoltura di qualità, in armonia con l’ambiente e con il territorio – spiega Massimo Crippa, direttore commerciale del Gruppo Colussi – . Concetti che ci parlano della storia del nostro Paese ma che sono anche quanto mai attuali e moderni perché naturalmente si declinano con scelte strategiche verso la sostenibilità. In Colussi crediamo fortemente che questa sia strada da intraprendere, ed è una scelta su cui mantenere il timone ben saldo anche in un momento di crisi. Questo progetto ha un forte valore simbolico e formativo, poiché si rivolge in primis alle nuove generazioni, il nostro futuro. Da qui, dai bambini e dal tentativo di costruire un mondo migliore, vogliamo guardare in avanti, al domani”.

“Noi di AzzeroCo2 lavoriamo costantemente al fine di dare il nostro contributo nel ripristinare e preservare il patrimonio di biodiversità del territorio – ha dichiarato Annalisa Corrado, Responsabile Progetti innovativi di AzzeroCO2 – Il progetto “Casa dei Fiori” che ci vede al fianco di Colussi ben esprime questo impegno. Attraverso la messa a dimora di nuove piante in prevalenza mellifere, che daranno nutrimento agli insetti impollinatori, agiamo per salvaguardare gli equilibri ecosistemici. Un progetto al quale teniamo particolarmente visto anche il coinvolgimento delle alunne e degli alunni delle scuole perché tra gli obiettivi del nostro lavoro vi è anche quello di trasmettere e rafforzare nelle nuove generazioni il rispetto per l’ambiente in cui viviamo e l’importanza della sua tutela”.

Colussi, la tradizione diventa green

Colussi, tra i marchi più noti e antichi dell’industria alimentare italiana, nato nel 1791, sceglie dunque la sostenibilità come asset per il rilancio, coniugando tradizione – il saper fare italiano – e innovazione. Non solo oasi per la biodiversità, ma anche scelte industriali importanti con obiettivi sempre più sostenibili: Packaging riciclabile, energia 100% da fonti rinnovabili, solo grano italiano nei frollini e nei biscotti secchi e compensazione delle emissioni.

In particolare, nel 2022 Colussi ha in previsione di ridurre la plastica immessa sul mercato del 41%, rispetto all’anno scorso: ciò significa 112 tonnellate di plastica risparmiate e utilizzo sempre maggiore di imballi carta certificata FSC per una gestione responsabile delle foreste. Grazie all’energia pulita, Colussi ha inoltre evitato la produzione di oltre 2.000 tonnellate di CO2 tra il 2019 e il 2021 e ha neutralizzato 47.000 tons di CO2 negli ultimi 3 anni. E inoltre uova da galline allevate a terra e latte freschi sono tutti provenienti da allevamenti italiani, come pure olio di girasole italiano nei biscotti secchi.

L’importanza degli impollinatori: alcuni numeri

Un terzo della popolazione di api e farfalle è attualmente in declino in Europa. Oltre il 75% delle principali colture agrarie e circa il 90% delle piante selvatiche da fiore si servono degli animali impollinatori per trasferire il polline da un fiore all’altro e garantire la riproduzione delle specie (Fonte: Rapporto Ispra 2021).

E si stima che in Europa il 78% delle specie di fiori selvatici e l’84% delle specie coltivate dipenda almeno in parte dagli insetti per la produzione di semi. Più in generale, circa il 5-8% dell’attuale produzione globale di frutta e verdura è direttamente attribuibile agli animali impollinatori. Ciò corrisponde a 15 miliardi di euro in termini di produzione agricola annua approssimativa della sola Europa che si ottiene grazie agli insetti impollinatori. Il valore economico complessivo del servizio di impollinazione animale è stimato in circa 153 miliardi di dollari a livello mondiale, dei quali circa 26 nella sola Europa e circa 3 in Italia.

Articolo precedenteCorte di Giustizia Ue condanna l’Italia: “Non rispetta i limiti sulla qualità dell’aria”
Articolo successivoSeconda puntata di StudioNews in diretta da Torino per l’Eurovision 2022