I dati raccolti nel dossier di Legambiente “Migranti ambientali, gli impatti della crisi climatica” affermano che 4 persone su 10 nel mondo vivono in contesti di vulnerabilità climatica

Nel mondo entro il 2050 più di 200milioni di persone saranno costrette a emigrare a causa delle conseguenze del cambiamento climatico. È la previsione contenuta nel dossier “Migranti ambientali, gli impatti della crisi climatica” presentato da Legambiente e che raccoglie i lavori di diversi gruppi di ricerca.

I dati sono allarmanti. Secondo l’International Panel on Climate Change, oltre il 40% della popolazione mondiale vive in contesti di “estrema vulnerabilità ai cambiamenti climatici”. Stiamo parlando di circa 3 miliardi e mezzo di persone nel mondo. Di queste, aggiunge la Banca Mondiale, 216 milioni potrebbero essere costrette a scappare a causa del clima nei prossimi decenni. 

Le aree del pianeta più vulnerabili sono l’Africa occidentale, centrale e orientale, l’Asia meridionale, l’America centrale e meridionale, i piccoli stati insulari in via di sviluppo e l’Artico.

In queste zone, si legge nel dossier di Legambiente, nel decennio 2010-2020 il tasso di mortalità legato a eventi climatici estremi (tra cui inondazioni, tempeste e siccità) è stato ben 15 volte superiore al resto del mondo.

Previous articleBrasile al voto, la posta in gioco è il futuro dell’Amazzonia (e quindi del mondo)
Next articleNotte dei Ricercatori, conferita la cittadinanza onoraria di Frascati al Premio Nobel Giorgio Parisi