MIGRANTI, NESSUN ACCORDO SU DUBLINO E JUNCKER NON ESCLUDE VOTO MAGGIORANZA

Migranti, nessun accordo su Dublino e Juncker non esclude voto maggioranza. Niente di fatto a Bruxelles sui migranti.

Nella discussione – spiega il premier Paolo Gentiloni al temine della riunione – “c’è uno scoglio”, cioè la cosiddetta “dimensione interna: regole di Dublino e confini  interni tra Paesi europei”.

Perciò, il lavoro per cercare il consenso di tutti i paesi Ue sulla politica d’immigrazione e asilo “deve proseguire”.

Gentiloni sottolinea poi come “l’iniziativa italiana di quest’anno sia stata apprezzata in modo molto rilevante e che c’è un riconoscimento unanime dei passi fatti per la lotta contro i trafficanti di esseri umani.

“e’ stato molto chiaro” però – spiega ancora Gentiloni – che “aperture a considerare un optional le
regole europee sulle relocation di migranti non sono condivise dall’Ue“.

Un ultimatum arriva dal presidente della Commissione europea: Se i governi dell’Unione europea non riusciranno “a mettersi d’accordo per consenso” sulla riforma di Dublino e le quote obbligatorie di ripartizione dei richiedenti asilo, “non è escluso che su diversi punti si decida con la maggioranza qualificata” – ha detto Jean-Claude Juncker.

In una nota per i leader, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, aveva proposto di procedere per consenso, in particolare sulle quote obbligatorie di ripartizione dei richiedenti asilo.

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, si è detta “insoddisfatta” del dibattito perchè le posizioni di diversi Stati membri ostili alle quote obbligatorie “non sono cambiate” malgrado il fatto che ci sia “bisogno di solidarietà interna”.

Secondo Merkel, “importanti successi” sono stati registrati nella dimensione esterna della gestione delle migrazioni, ma “la protezione della frontiera esterna non è arrivata al punto in cui non c’è bisogno di solidarietà interna”.

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