Inquinamento

Microplastiche, dagli oceani alle coste trasportate dalla brezza marina

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Uno studio ha scoperto tracce di microplastiche nelle goccioline d’acqua che la brezza marina spinge sulle coste, dimostrando che la plastica si sposta anche una volta finita in acqua.

Centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti di plastica non smaltiti correttamente potrebbero finire sulla coste spinti dalla brezza marina, come scoperto da un gruppo di scienziati che ha trovato tracce di microplastiche nelle goccioline che vengono trasportate dal vento.

 

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E’ la prima volta che gli scienziati riescono a dimostrare che le microplastiche possano essere espulse dall’oceano. La scoperta, pubblicata su Plos One, mette in dubbio l’assunto che i frammenti di plastica rimangano negli oceani e gli effetti benefici della brezza marina. Circa 359 milioni di tonnellate di plastica sono state prodotte nel 2018 e secondo alcuni studi il 10% di queste finisce in acqua ogni anno. Steve Allen, uno degli autori dello studio, ha commentato: “La brezza marina viene tradizionalmente considerata come aria pulita ma questo studio dimostra che trasporta un sorprendente ammontare di microplastiche. Sembra che queste microplastiche abbandonino il mare e possano entrare nell’atmosfera insieme al sale marino, ai batteri, ai virus e alle alghe. Continuiamo a gettare milioni di tonnellate di plastica nell’oceano ogni anno. Questa ricerca dimostra che non restano li per sempre. L’oceano ce le riporta indietro”.

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I detriti di plastica, come bottiglie e buste, si rompono in microplastiche negli oceani, spesso invisibili all’occhio umano. Queste microplastiche variano dai 5 micrometri ai 140 micrometri di lunghezza. Secondo lo studio circa 136,000 tonnellate di microplastica finiscono sulla costa ogni anno. La dottoressa Deonie Allen sostiene che questo sia il risultato di una cattiva gestione dei rifiuti. Secondo Allen questa scoperta potrebbe aiutare a risolvere il mistero di dove finisca la plastica dopo essere giunta nell’oceano, un problema che gli scienziati cercano di risolvere da anni: “Il meccanismo del trasporto è abbastanza complicato. Sappiamo che la plastica finisce in mare tramite i fiumi. Alcuni pezzi finiscono nelle correnti, altri affondano, ma la quantità sul fondale marino non rispecchia i calcoli. C’è una parte di plastica che manca. Sappiamo che la plastica si muove nell’atmosfera e sappiamo che si muove in mare. Ora sappiamo che può tornare indietro”.

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Studi precedenti, tra cui uno degli stessi autori, hanno scoperto la presenza di microplastiche in una regione remota della catena montuosa dei Pirenei, dimostrando che le microplastiche possono essere trasportate dal vento per lunghe distanze.

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