Secondo uno studio inglese, i terreni agricoli europei sono il più grande serbatoio di microplastiche del mondo a causa soprattutto dei fanghi di depurazione utilizzati come fertilizzanti

Con la plastica abbiamo davvero esagerato. La dimostrazione è che i micro frammenti di plastica, le cosiddette microplastiche, ormai sono davvero ovunque: sono nel mare, contaminando gli animali che mangiamo, sono nel sangue umano, nella placenta e addirittura nei polmoni di esseri umani vivi.

Ma le microplastiche sono anche nei terreni agricoli di tutta Europa. Non solo, proprio le terre del Vecchio Continente rappresenterebbero il più grande serbatoio di microplastiche del mondo. 

A dirlo sono gli scienziati delle Università di Cardiff e di Manchester nel Regno Unito che hanno pubblicato uno studio sulla rivista Environmental Pollution in cui dimostrano la quantità di microplastiche presenti nei terreni agricoli europei. 

Microplastiche nei terreni agricoli europei, come ci arrivano

Secondo gli scienziati delle due università britanniche, i terreni agricoli europei conterrebbero una quantità spaventosa di microplastiche.

Come ci sono arrivate quelle microplastiche nei terreni agricoli? La risposta la danno gli stessi autori dello studio: dai fanghi di depurazione utilizzati per la produzione dei fertilizzanti agricoli in uso in tutto il continente.

“Le microplastiche rimosse dalle acque reflue grezze negli impianti di trattamento delle acque reflue continuano a costituire circa l’1% del peso dei fanghi di depurazione, che vengono comunemente usati come fertilizzante nelle fattorie di tutta Europa”, scrivono gli autori dello studio.

Ma di quanta microplastica stiamo parlando? “Tra le 31.000 e le 42.000 tonnellate di microplastica (o 86-710 trilioni di particelle di microplastica) vengono applicate ai suoli europei ogni anno – spiegano gli scienziati – rispecchiando la concentrazione di microplastica che si trova nelle acque superficiali dell’oceano“.

Microplastiche nei terreni di Ue e Regno Unito

Il problema delle microplastiche scovate nei terreni agricoli riguarda tutta l’Unione europea e ha a che fare con la legislazione comunitaria.

“I nostri risultati evidenziano l’entità del problema nei suoli europei – spiega James Lofty della School of engineering dell’università di Cardiff – e suggeriscono che la pratica di spargere i fanghi sui terreni agricoli potrebbe potenzialmente renderli uno dei più grandi serbatoi globali di inquinamento da microplastica. Attualmente non esiste una legislazione europea che limiti o controlli l’immissione di microplastica nei fanghi di depurazione riciclati in base ai carichi e alla tossicità dell’esposizione alla microplastica”.

Ma anche chi è da poco uscito dall’Unione europea – il Regno Unito – non se la passa bene. Anzi, secondo lo studio, il Paese che ha potenzialmente la più alta quantità di contaminazione da microplastica nei suoi suoli è proprio il Regno Unito, con 500-1000 particelle di microplastica per metro quadrato di terreno agricolo applicato all’anno. Seguono Spagna, Portogallo e Germania.

“Dovrebbero essere compiuti sforzi per aumentare il monitoraggio standardizzato delle concentrazioni di microplastiche nei fanghi di depurazione e nei terreni agricoli, che fornirebbe un quadro più accurato dei livelli di contaminazione nei suoli in tutta Europa“, ha concluso James Lofty.

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