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MICROPLASTICHE TROVATE NELLE BOTTIGLIE D’ACQUA. I RISULTATI DI UN’ANALISI SU 11 MARCHI FAMOSI

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Microplastiche. Un’analisi commissionata dal progetto giornalistico Orb Media su 259 bottiglie di 11 marche comprate in 9 Paesi ha rilevato microplastiche nelle bottiglie d’acqua con una concentrazione media di 314,6 per litro e con punte fino a oltre 10 mila.

I ricercatori dell’università statale di New York a Fredonia hanno analizzato 259 bottiglie di 11 marchi tra i più famosi del mondo.  Eccetto 17 campioni, in tutti gli altri sono state trovate microplastiche con una concentrazione media di 314,6 per litro, ma con punte fino a oltre 10 mila. Per le particelle di 100 micron (0,1 millimetri) di dimensione la concentrazione è risultata di 10,4 per litro. La presenza di tali frammenti è doppia rispetto a quella rilevata da una precedente analisi condotta su acque di rubinetto. Sono invece 325 le microplastiche inferiori a 100 micron trovate in ogni litro. Risultanti decisamente allarmanti.

Sull’ingestione di microplastiche si era pronunciata nel 2016 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), definendone “improbabile” la nocività, ma sottolineando la necessità di nuove ricerche.

I Paesi dove sono state effettuate le analisi sono: Stati Uniti, Messico, Brasile, Libano, Kenya, India, Cina, Thailandia e Indonesia. I marchi coinvolti: Epura e Aquafina (PespiCo), San Pellegrino e Nestlé Pure Life (Nestlé), Dasani (Coca-Cola), Minalba (Edson Queiroz), Evian e Aqua (Danone), Gerolsteiner (Gerolsteiner Group), Bisleri (Bisleri International), Wahaha (Hangzhou Wahaha Group). Due degli undici marchi esaminati hanno ammesso che i loro prodotti contengono microparticelle di plastica, ma che lo studio presenta numeri esagerati. Gli altri invece non hanno risposto.  

Il tipo più comune di plastica rinvenuto nell’acqua delle bottiglie non è però il Pet, il tipo di plastica impiegato per realizzare il corpo della bottiglia, bensì il polipropilene che viene invece sovente utilizzato per i tappi. Per appurare la presenza di microparticelle di plastica nell’acqua in bottiglia i ricercatori hanno optato per l’utilizzo di un colorante, il Rosso Nilo, in grado di legarsi alla plastica e di renderla fluorescente a determinate lunghezze d’onda.

Altri link utili: https://www.teleambiente.it/microplastiche-nellacqua-studio-choc-della-washington-orb-media/

https://www.teleambiente.it/microplastiche-killer-silenzioso/

https://www.teleambiente.it/plastica-microplastiche-ue-gb-cina-si-muovono-contro-disastro-ecologico/

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