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MEZZI PUBBLICI GRATIS, LA PROPOSTA DELLA GERMANIA. MA A ROMA È POSSIBILE?

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Mezzi pubblici gratis. Questa si, sarebbe una strategia di lunga visione per il futuro. La notizia che la Germania abbia proposto all’ UE di iniziare la sperimentazione su varie città, compresa l’ex capitale Bonn, fa riflettere.

Il motivo della proposta ha logicamente aspetti economici e ambientali ma sarà sicuramente la strategia vincente per i prossimi 100 anni: https://www.teleambiente.it/smog-trasporti-pubblici-gratis-germania-inquinamamento-misure-ue-bruxelles/

Ecco perché anche Roma dovrebbe fare lo stesso.

Nonostante i lodevoli forzi della giunta Raggi per far restare ATAC pubblica (anche perché non la comprerebbe nessuno così com’è) magari incassando l’ok dei giudici per il concordato il problema resta, il servizio non funziona. I problemi di ATAC non possono ricadere sui cittadini. Se la gestione della società di trasporto romana non funziona ed è piena di debiti deve diventare un servizio gratuito. Cosi potrebbe centrare svariati obiettivi con una mossa sola. Il trasporto è un nodo centrale per Roma e per la sostenibilità del mondo intero. Gli aspetti positivi si avrebbero immediatamente ed uno di questi sarebbe sull’umore della popolazione che vive Roma quotidianamente. Se il servizio non è perfetto ma non pago, mi lamento di meno. Aiuterebbe poi a lasciare a casa l’auto per risparmiare, con tutti gli effetti positivi che si avrebbero sulla qualità dell’aria. Poi abbiamo gli aspetti derivati e cioè non sarei costretto ad adeguare tutto il sistema di biglietti al momento fermo agli anni ’60 (forse siamo la sola capitale europea, se non mondiale, ad avere ancora il biglietto di carta abbinato a un sistema di vendita carente) perciò fine degli investimenti su strutture per controllare o distribuire biglietti ma solo esclusivamente sui processi aziendali e su nuove vetture, magari ecologiche.

La nota dolente ovviamente c’è ma non è così grave come sembra visto che solo il 30% dei ricavi di ATAC arrivano dalla vendita di biglietti. Se vengono sottratti quelli spesi per investimenti e di controllo la percentuale scende ma rimane comunque un ammanco del 20% degli attuali ricavi. Possiamo stimare in circa 180 milioni di euro l’anno.

Su questo potrebbe intervenire il governo e la Regione Lazio visto che potremmo evitare le multe Europee e non stimiamo le ricadute positive sulla sanita romana.

Ormai i dati parlano chiaro. Sarà impossibile adeguare ed avere auto, moto o bus elettrici funzionanti ed integrati nella nostra società entro pochi anni. Le difficoltà risultano insormontabili perché riguardano sia problemi comportamentali sia infrastrutturali. L’unica soluzione, proposta dagli esperti, è quella di trovare il giusto mix di alternative “ecologiche”. In Italia, per esempio, abbiamo 38 milioni di autoveicoli con oltre il 48% ancora con una classe d’inquinamento inferiore all’EURO 4 cioè altamente inquinanti (non contando le vetture dei “furbetti” della Volkswagen e la truffa a carico dei consumatori con lo scandalo Dieselgate che ha lasciato circolare in Europa auto nominalmente EURO 4 ma effettivamente EURO 2/3). Abbiamo, inoltre, 608 auto ogni 1000 abitanti, il rapporto auto/abitanti più alto d’Europa.

Per ultimo abbiamo anche gli studi e le ricerche nel settore dei trasporti come quello realizzato dalla Ford che ipotizza non più mezzi di proprietà ma per l’80% sarà di strutture di servizio come potrebbe essere l’ATAC del futuro.

Un problema per avviare questo cambiamento necessario, come detto prima, risiede nei comportamenti. E se un servizio di bike sharing, attivato da pochi mesi nella capitale, blocca i noleggi per troppi danni subiti (https://www.teleambiente.it/bike-sharing-mobilita-sostenibile-caso-gobee-vandalismo-bici-rubate/) ci da l’idea di quanta strada l’Italia ancora debba fare per meritarsi un posto di rilievo nel mondo.

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