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DISASTRO LIVORNO, 8 MORTI. SI CERCA IN MARE L’ULTIMO DISPERSO

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Sono otto i corpi senza vita rinvenuti a Montenero, alle porte di Livorno, per gravi allagamenti e smottamenti dovuti al maltempo. A ormai un giorno dalla tragica notte, manca ancora all’appello Gianfranco Tampucci, di 67 anni, le cui ricerche continuano senza sosta. È stato potenziato il dispositivo di ricerca in mare con la collaborazione della guardia costiera e dei vigili del fuoco e si sta ispezionando soprattutto il litorale sud di Livorno. Si segue dunque l’ipotesi che l’uomo sia stato trasportato al largo nella piena del rio Ardenza.

L’ottava vittima è Martina Bechini, di 34 anni, che risultava tra i dispersi nei giorni scorsi e il cui corpo è stato estratto dal fango nel pomeriggio. È vivo il marito della donna, trovato in ipotermia a due chilometri dalla loro abitazione, salvo grazie a dei tronchi a cui è riuscito ad aggrapparsi. I due si trovavano nella loro casa nel rione Collinaia quando sono stati travolti da un’ondata di fango entrato dalla finestra che non ha lasciato via di fuga alla donna, nonostante i tentativi del marito di portarla in salvo.

La procura di Livorno ha intanto aperto un’inchiesta per disastro colposo a scopo di indagine sulle responsabilità.

Il giorno dopo ciò che resta a Livorno è un’invasione di fango da ripulire. Sono attivi 90 vigili del fuoco, mentre è previsto l’arrivo di 130 volontari della protezione civile dalla Liguria e dall’Emilia Romagna. Obiettivo del Comune, oltre alla ricerca dei dispersi, è liberare dal fango le strade inagibili il più velocemente possibile. Si cerca di riportare la circolazione alla normalità: è stata riaperta la stazione ferroviaria e si stanno cercando soluzioni per ripristinare i quattro ponti crollati.

Nel frattempo, si tirano le somme sui danni. Per favorire la ripresa, la Regione Toscana stanzierà 3 milioni di euro, mentre dalla Cei è prevista la donazione di un milione di euro dai fondi dell’8xmille per rispondere alla prima emergenza.

“Noi avevamo uno stato di emergenza arancione, quello rosso era previsto in Liguria, quindi non eravamo in grado di prevedere quello che è successo” ha affermato il sindaco di Livorno Filippo Nogarin nei giorni scorsi, sollevando polemiche che hanno acceso uno scontro con la Protezione Civile. Ha replicato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. “Bisogna lavorare sul piano prioritario della prevenzione e su quello della manutenzione. […] Un codice arancione è un codice di allerta che prevede gli eventi che si sono verificati a Livorno.”

Smorzate poco dopo le polemiche, quando lo stesso sindaco ha reso noto su Facebook che “[…] con grande fatica e dolore la città sta cercando di rialzare la testa. La protezione civile, i vigili del fuoco, i tecnici di Asa ed Enel stanno facendo insieme ai volontari un lavoro straordinario e i risultati si vedono”.

 

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