Salute

Alimenti per la prima infanzia contaminati da metalli pesanti. Allarme negli Usa

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Livelli elevati di metalli pesanti tossici, tra cui arsenico, piombo, cadmio e mercurio, sono stati trovati in alcuni alimenti per bambini. Spesso, venduti con la consapevolezza dei produttori. L’allarme arriva dagli Stati Uniti.

Una recente indagine condotta da una sottocommissione della Casa Bianca, guidata dal repubblicano Raja Krishnamoorthi, Presidente della sottocommissione della Camera per la politica economica e dei consumatori della commissione per la supervisione e la riforma, ha preso in esame i risultati dei test interni ed i documenti di quattro marchi di alimenti per l’infanzia, scoprendo che tutti e quattro erano contaminati.

Gli alti livelli di metalli pesanti tossici mettono in pericolo lo sviluppo neurologico infantile e la funzione cerebrale a lungo termine.

A causare danni gravi e spesso irreversibili al cervello dei bambini, sottolinea la Food and Drug Administration e l’Organizzazione mondiale della sanità, possono essere anche bassi livelli di esposizione ai metalli pesanti.

Secondo il Report, la maggior parte delle aziende non testa regolarmente i prodotti finiti e spesso, anche quando i test mostrano livelli di metalli pesanti superiori ai propri standard scelgono di immettere lo stesso il prodotto in commercio.

Una sorte che non riguarda solo i normali prodotti per l’infanzia ma anche i prodotti biologici.

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Tre società, tra quelle prese in esame, si sono rifiutate di collaborare alle indagini e questo ha portato il sottocomitato ad avere ‘serie preoccupazioni’ sui loro prodotti che potrebbero nascondere ‘livelli ancora più elevati di metalli pesanti tossici nei loro alimenti per bambini rispetto ai prodotti della concorrenza’.

Si tratta di Walmart, Sprout e Campbell Soup Company (prodotti Plum Organics).

“Questo – ha affermato Scott Faber, vicepresidente senior di Environmental Working Group (Ong ambientalista) per gli affari governativi – è un altro esempio dell’incapacità della Fda di proteggere le nostre famiglie dalle sostanze chimiche e dai contaminanti negli alimenti”.

“L’amministrazione Biden – ha poi aggiunto Faber – dovrebbe immediatamente indirizzare la Fda a seguire la legge e proteggere le nostre famiglie da questi veleni”.

Quattro società invece, hanno risposto alla richiesta del sottocomitato: Nurture (prodotti Happy Family Organics e Happy Baby), Beech-Nut Nutrition Company, Hain Celestial Group (prodotti biologici) e Gerber (un’unità di Nestlé).

Secondo il Report inoltre, tutte e quattro le aziende che scelto di partecipare all’indagine hanno inviato i dati al sottocomitato hanno riferito di aver trovato arsenico inorganico (più dannoso), piombo e cadmio nei loro prodotti. Solo Nurture ha regolarmente testato il mercurio.

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“I risultati del rapporto del sottocomitato – secondo il Consumer Reports – non significano che i genitori dovrebbero smettere di dare ai loro bambini alimenti per neonati preparati. Ma dovrebbero limitare la quantità e combinarla con scelte più salutari”.

“Ciò che il rapporto mostra e ciò che i test stessi di Cr hanno scoperto è che alcuni alimenti sono più rischiosi di altri – afferma James Dickerson, PhD, direttore scientifico per Consumer Reports – Nel contesto di una dieta complessivamente varia e sana, la somministrazione occasionale anche di un prodotto con questi livelli elevati non danneggerà in modo permanente il tuo bambino”.

Secondo gli esperti, è l’esposizione cronica a questi metalli nel tempo a creare più problemi.

 

Livelli di metalli pesanti:

La Fda, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, nell’agosto 2020 ha fissato un limite per l’arsenico inorganico nei cereali di riso per neonati a 100 parti per miliardo.

Prendendo questo riferimento, il rapporto ha evidenziato come un quarto dei prodotti finiti testati da Nurture conteneva livelli più elevati.

Alcuni prodotti di Hain Celestial Group arrivavano fino a 309 ppb ed altri fino a 129 ppb.

Beech-Nut ha invece rilevato in alcuni ingredienti utilizzati fino a 913 ppb e Gerber ha utilizzato almeno 67 lotti di farina di riso trovando più di 90 ppb di arsenico inorganico.

Quanto al piombo, non esiste uno standard di piombo per gli alimenti per bambini, ma lo standard Fda per l’acqua in bottiglia è di 5ppb di piombo.

Circa il 20% dei prodotti finiti di Nurture conteneva più di 10 ppb di piombo, mentre molti ingredienti utilizzati da Beech-Nut, Hain e Gerber contenevano più di 20 ppb di piombo.

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Forti critiche all’operato della Fda sono arrivate da Ewg per il quale l’ente governativo statunitense deve testare tutti i prodotti alimentari per bambini per i metalli pesanti tossici, non solo gli ingredienti utilizzati per preparare il cibo. L’agenzia dovrebbe inoltre richiedere ai produttori di segnalare i livelli di metalli pesanti tossici sulle etichette dei prodotti alimentari. Dovrebbe anche fissare i livelli massimi per tutti i metalli pesanti tossici presenti negli alimenti per bambini”.

“Quando si tratta di esposizione a metalli pesanti – ha affermato Nneka Leiba, vicepresidente di Healthy Living Science presso EWG – le aziende che realizzano prodotti per bambini dovrebbero rispettare gli standard più severi per la salute”.

“I bambini sono particolarmente vulnerabili agli effetti di tali sostanze tossiche – ha aggiunto – al posto della regolamentazione che disciplina i livelli di metalli pesanti negli alimenti per bambini, i produttori devono essere trasparenti riguardo ai loro standard e ai loro test. Per lo meno, i produttori non hanno assolutamente scuse per non rispettare i propri standard di sicurezza”.

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Test simile fu condotto nel 2015 e pubblicato sul numero di novembre dello stesso anno del Salvagente (allora si chiamava Test).

Il Salvagente aveva analizzato in laboratorio 9 alimenti per la prima infanzia per capire se ci fosse un problema di contaminazione ed in quale dimensione.

Come riporta la tabella sottostante i risultati sono tranquillizzanti, anche considerando i limiti per l’acqua, di certo molto più stringenti di quelli relativi a un alimento che si consuma in dosi molto più limitate.

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