billie eilish cara delevigne

È tornato, dopo due anni di stop a causa del Covid, il celebre evento di beneficenza che segna l’apertura della mostra annuale di moda del Costume Institute del Metropolitan Museum of Art.

Ogni anno l’evento newyorkese fornisce il tema dell’abito da indossare. Per il 2022 è stato scelto il “Gilded Glamour” e, durante il red carpet, c’è stato un trionfo di strascichi, corsetti, drappeggi e cappelli da gran dama.

Chi ha davvero stupito, tra i tanti elegantissimi abiti, è stata la giovanissima cantante Billie Eilish, che ha dato una sua lettura del tema scelto per il gran galà.

Già lo scorso anno la superstar americana ha fatto parlare di sé con l’omaggio a Marylin Monroe unito al messaggio politico ed ambientale contro le pellicce. Anche questa volta è tornata sul red carpet riuscendo ad unire lo stile alla sostenibilità. Infatti, il suo vestito, perfettamente coerente con il “dorato” tema, è stato interamente realizzato con materiali upcycled.

Il modello Gucci in avorio e raso duchesse firmato da Alessandro Michele ha trasportato la cantante nella belle epoque, visto che l’ispirazione per questo abito arriva da un dipinto di John Singer Sargent, uno degli artisti più gettonati di fine 800. La star quest’anno ha voluto un outfit che fosse sostenibile, come ha raccontato a Vogue: “Volevo solo essere il più eco-friendly possibile”.

Fashion, sostenibilità ma anche positività e accettazione dei propri “difetti”

Al Met Gala, oltre all’ambiente e al riciclo nel settore della moda, l’attenzione è stata posta anche su messaggi importanti di positività. Come quello lanciato dalla modella Cara Delevigne, che ha sfoggiato la sua psoriasi sulle braccia, di cui soffre da alcuni anni, libera dallo stereotipo di perfezione associato alle top model. Il suo look effetto nude dorato e rosso ha messo infatti in risalto la sua bellezza, che include anche le cicatrici provocate da questa malattia cronica.

Un’azione rivoluzionaria quella della modella, che mostra quanto sia importante accettare anche i propri “difetti” estetici senza nasconderli a tutti i costi. La perfezione rincorsa ai tempi delle top model degli anni Novanta ormai non esiste più, ma di messaggi di positività come questo di sicuro c’è ancora bisogno.

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