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MENSE ITALIANE DOVE SI MANGIA BIO IN CRESCITA

Mense italiane. Quasi raddoppiate in Italia in circa 10 anni: da 683 nel 2007 a 1.311 nel 2017, secondo il censimento di BioBank 2018 relativo solo alle mense scolastiche.

E per il 2018 FIRAB, la Fondazione di Ricerca per l’Agricoltura Biologica e Biodinamica, prevede che questo numero sarà in continua crescita. Il principale motivo di questo «boom» è da rintracciare, oltre che in una nuova consapevolezza alimentare dei cittadini, nell’istituzione di un Fondo per le mense scolastiche biologiche volto a promuovere il consumo di prodotti bio e sostenibili, con l’obiettivo di ridurre i costi a carico delle famiglie e di realizzare iniziative di informazione e promozione nelle scuole.

E non è solo una questione di numerosità di mense o di pasti somministrati ma anche di migliore qualità degli alimenti.  Il DM del Mipaaf ha visto l’avvio, nel 2018, del nuovo sistema pubblico nazionale di riconoscimento delle mense biologiche scolastiche: le mense avranno una medaglia fogliata d’oro o d’argento a seconda delle percentuali di prodotti biologici utilizzati e, nelle gare, incentivi per chi recupera le eccedenze. Medaglia d’oro alle mense scolastiche che utilizzano percentuali più alte di prodotti bio: il 90% per frutta, ortaggi, legumi, prodotti trasformati di origine vegetale, pane e prodotti da forno, pasta, riso, farine, cereali e derivati, olio extravergine; il 100% per uova, yogurt e succhi di frutta e il 50% dei prodotti lattiero-caseari, carne, pesce da acquacoltura. D’argento per chi ha percentuali inferiori di alimenti certificati bio, rispettivamente il 70%, il 100% e il 30%.

In questo contesto di avanguardia del nostro paese si inquadra un tour della delegazione basca di Justicia Alimentaria, organizzato da AIAB e FIRAB con la collaborazione di Food Insider. Scopo della visita sarà la conoscenza di alcune tra le numerose esperienze nazionali, che vedono l’utilizzo di prodotti freschi biologici e/o del territorio nella ristorazione collettiva. Il percorso si articolerà in quattro tappe a partire dalla città di Perugia, la cui ristorazione collettiva è al centro di una lunga storia di sinergia tra istituzioni, AIAB, associazioni dei genitori, dei produttori biologici, finalizzata alla qualità della ristorazione e allo sviluppo sostenibile del territorio.

La seconda tappa sarà l’ospedale San Orsola-Malpighi di Bologna alla scoperta del progetto «Crunch» di miglioramento dei servizi alla persona, di cui fa parte anche la revisione dei menù e l’utilizzo di prodotti freschi, locali e stagionali nella ristorazione, e molto altro ancora, a costo zero.

Terza tappa il Comune di Cremona, il cui menù, caratterizzato da ricette innovative, appetibili e gustose che rispecchiano le indicazioni dell’OMS per una sana alimentazione e le Linee Guida del WCRF, si è classificato, per il secondo anno consecutivo, al primo posto nel «rating menù» coordinato da Food Insider.

Il viaggio, coordinato da Paola Trionfi, referente di AIAB Ristorazione Collettiva, e Alba Pietromarchi ricercatrice di Firab, si concluderà a Bergamo nel Biodistretto di agricoltura sociale dove verrà presentata la concreta possibilità di realizzare la promozione delle risorse del territorio attraverso la costruzione di reti solidali e di un nuovo welfare.

AIAB guarda con soddisfazione a questo primo passo e al tempo stesso invita le istituzioni a compiere il secondo, indispensabile alla realizzazione del decreto, cioè l’individuazione dell’Ente responsabile a livello regionale della programmazione e del collegamento di una produzione biologica locale più duttile e adattabile alle richieste della ristorazione collettiva.

Fonte: Michela Mazzali, Extraterrestre – Il manifesto https://ilmanifesto.it/sezioni/extra-terrestre/

 

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