Meloni: “Direttiva Case Green è scelta irragionevole”

Rispondendo a un Question Time alla Camera la presidente del consiglio Giorgia Meloni è tornata a parlare del no italiano alla direttiva Ue sull’efficientamento energetico degli edifici. 

Il no dell’Italia alla direttiva Ue Case Green lo si deve leggere nell’ottica di una pragmaticità del governo. Perché sebbene il nostro Paese sia attento alle necessità della crisi climatica e di riduzione dei combustibili fossili lo fa tenendo conto anche delle necessità economiche. È questa la posizione espressa oggi alla Camera dalla presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni.

Durante un Question Time a Montecitorio Meloni è tornata a parlare della direttiva approvata ieri dall’Europarlamento. “Un testo – ha detto – che a nostro avviso prevede obbiettivi temporali che non sono raggiungibili per l’Italia. Il cui patrimonio immobiliare è inserito in un contesto molto diverso da quello di altri stati membri per ragioni storiche, di conformazione geografiche, oltre che di una radicata visione della casa come bene rifugio delle famiglie italiane”. 

“L’azione negoziale italiana in sede di Consiglio europeo aveva consentito di rivedere le tempistiche di adeguamento delle prestazioni energetiche degli edifici in modo da renderlo più graduale e meno stringente e in modo da garantire la possibilità di esenzione per alcune categorie. Con il voto di ieri il parlamento europeo ha ritenuto di inasprire ulteriormente il testo iniziale. E questa scelta che noi consideriamo irragionevole e mossa da un approccio ideologico impone al governo di continuare a battersi per difendere gli interessi dei cittadini e della nazione”, ha poi aggiunto la premier.

Nucleare, Meloni: “Non agiremo senza indirizzo del Parlamento”

Spazio anche al tema del nucleare, uno dei cavalli di battaglia del centrodestra durante la campagna elettorale e di cui sempre più spesso si parla sia in Italia che in Europa.

“In merito al tema di una eventuale autorizzazione di centrali nucleari – ha detto Giorgia Meloni – l’atteggiamento del governo rimane pragmatico e ispirato al principio di neutralità tecnologica ma in ogni caso non intendiamo intraprendere su questo alcuna azione in assenza di un eventuale chiaro atto di indirizzo del Parlamento”.