Roma

McDonald’s pronto ad aprire alle Terme di Caracalla. Scoppiano le polemiche

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La catena di fast food americana potrebbe aprire una sede alla Terme di Caracalla, nell’area archeologica sito Unesco.  Raggi chiede sospensione ma il Pd: “E’ impossibile che l’iter di un progetto del genere arrivi ad un punto così avanzato senza numerosi assensi e passaggi in Comune”.

Secondo quanto raccontato da Adriano Labbucci, segretario romano di Sinistra Italiana, la multinazionale è pronta a rilevare il vivaio EuroGarden in viale Guido Baccelli, proprio sopra le Terme di Caracalla, per realizzare un ristorante con vista sulle vestigia di Roma Antica, comprensivo di McDrive e ampio parcheggio.

“Impossibile non avere delle perplessità su questo progetto – spiega il consigliere Stefano Marin, presidente della Commissione ambiente e lavori pubblici del I Municipio – si tratta di una delle poche aree del centro di Roma ancora sane, non snaturate, senza pensare all’impatto sulla viabilità che un Mc Donald’s potrà avere in un luogo percorso da un’arteria trafficata come la Colombo”.

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McDonald’s ha fatto sapere che il ristorante – circa 800 mq con area interna ed esterna riservata alle auto, 250 posti a sedere complessivi- andrà a occupare il capannone già esistente, non ci saranno volumi aggiuntivi  e non ci saranno insegne impattanti, e così come prescritto dalla Soprintendenza si tratta di un progetto di riqualificazione complessiva dell’area.

Attorno al ristorante, in un’area di 3000mq, verrà realizzato un parco giochi per i bambini con panchine e orti didattici. Nello spazio restante parcheggi e strade. L’apertura del nuovo ristorante è prevista “sicuramente entro l’anno” e verranno impiegate, almeno in fase di partenza tra le 50 e le 60 persone. Nel progetto è prevista anche la risistemazione di via Antoniana, che versa in condizioni di degrado.

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La sindaca di Roma Virginia Raggi ha chiesto agli uffici competenti di predisporre una comunicazione ufficiale per il Municipio I in cui si richiede la sospensione del progetto esecutivo per la realizzazione del fast food in quell’area. Progetto di cui, a quanto si apprende, l’amministrazione comunale era completamente all’oscuro. Secondo fonti del Campidoglio, il I Municipio non ha condiviso alcun iter con Palazzo Senatorio, né c’è stata una discussione preventiva sul tema.

Per la sindaca è indispensabile un serio confronto sul tema che prevede il coinvolgimento di tutte le parti interessate, istituzioni e cittadini. Necessario quindi azzerare il progetto e ripartire dal dialogo con il territorio, valutando tutte le criticità e i rischi che un piano del genere potrebbe generare in un sito molto delicato, vincolato dall’Unesco. Nella comunicazione vengono rappresentati anche i rischi per il decoro, l’immagine della città e gli equilibri di un tessuto urbano molto delicato come quello del centro storico.

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“Trasecolo leggendo che un fast food si aprirà entro l’anno all’interno di un vivaio storico, in un ambito di straordinario pregio storico-archeologico e paesaggistico, incluso nell’area riconosciuta dall’Unesco patrimonio dell’umanità proprio per il suo pregio” dice il vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo. “L’iniziativa va scoraggiata. La filosofia che la ispira – e gli effetti pratici che deriverebbero dalla sua realizzazione – mi paiono incompatibili con i principi che hanno portato al riconoscimento del centro storico di Roma come Patrimonio dell’Umanità. Chiedo al Municipio competente, che ha in prima istanza la responsibilità di rilasciare e non rilasciare autorizzazioni in quell’ambito, di ascoltare con attenzione le motivazioni di chi lo ritiene fuori luogo”, conclude.

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E poi arriva la polemica del Pd: “La sindaca Raggi non pensi davvero di prendere in giro i romani e chiamarsi fuori dal pasticcio Caracalla: è impossibile che l’iter di un progetto del genere arrivi ad un punto così avanzato senza numerosi assensi e passaggi in Comune. Il Campidoglio è pienamente corresponsabile di questa idea sballata, ovvero pensare di autorizzare un McDrive nel cuore dell’area archeologica romana”. Lo dichiarano in una nota i deputati del Partito democratico Michele Anzaldi e Luciano Nobili, che sul caso hanno presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli. “La sindaca avrebbe dovuto vigilare prima e tenere prima incontri e valutazioni allargate. Troppo comodo e troppo facile muoversi solo dopo che il caso è scoppiato sui giornali”, concludono i deputati.

Polemiche a parte nate da questo pasticcio, noi crediamo che l’impatto sull’area Unesco ma soprattutto sulla viabilità ne risentirà pesantemente. Ci auguriamo che il progetto venga abbandonato o fortemente ridotto.

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