Di Antonio Creti
Godetevi questa notte Floyd Mayweather jr, il più grande pugile della sua generazione, tra i più grandi boxeur di tutti i tempi.
A 40 anni suonati mister Money Money, come viene chiamato (e invidiato) dalla stampa e dai sui avversari, torna sul ring del T-Mobile di Las Vegas e per la modica cifra di 100 milioni di dollari di borsa e in aggiunta altri 100 milioni di dollari di sponsor e diritti di immagine, affronterà un carneade della boxe, Conor McGregor, irlandese rosso di pelo, re della lotta estrema.
Un Nero contro un Bianco. Ecco il leit-motiv che ancora non fa breccia nell’analisi sempre più incredula di questo match, partito in sordina (“Una buffonata” era la sentenza generale di un mese orsono), e giorno dopo giorno , diventato l’evento sportivo dell’anno per la guasconeria di Floyd e la spacconaggine di Conor.
Da quasi un mese i due girano per gli States coprendosi di insulti e di sberleffi. Appaiono in tutti gli show, inventano ogni tipo di possibile pubblicità, le sparano sempre più grosse ricordando a tutti che questo sarà l’ultimo match del secolo.
Mayweather che ha sempre preso la vita con leggerezza e allegria (tranne che sul ring), da un mese riceve stampa e amici nel suo strip club di Las Vegas, tra una dozzina di ragazze sorridenti e seminude, vestito di rosa e di celeste, quasi fosse l’erede di Hugh Hefner, l’inventore di Playboy.
McGregor non si può ancora permettere questo circo Barnum e poiché sul ring non potrà usare né calci, né gomiti né colpire basso o alle spalle, in questo mese d’attesa ha dato fondo a tutte le possibili invettive, regalando al pubblico televisivo perle di strafottenza.
Ne avevamo bisogno?
La boxe lentamente sta morendo. Resiste in Gran Bretagna, un po’ in Francia e Germania, langue anche negli States, culla del pugilato moderno.
Un avversario bianco, impavido e strafottente, che decide di affrontare l’ultimo campionissimo nero del pugilato, può servire alla causa.
Perché poi Mayweather, leggenda vivente del ring, 49 match in carriera e 49 vittorie, ben 387 round disputati e 26 Ko rifilati ai suoi malcapitati rivali, sia voluto tornare sul ring dopo due anni di inattività, è fin troppo facile a capirlo e Floyd non si nasconde dietro un dito: “Puoi rifiutare una montagna di dollari, che la vedresti fin dalla Luna?”.
Perché lo abbia fatto McGregor, lo si capisce per lo stesso motivo: per i quasi 100 milioni complessivi che intascherà a fine match.
Perché noi tutti ci dovremmo affannare per vederli sul ring, in una notte da passare insonni, è presto detto: dalla qualità, dallo stile, dall’istrionismo, dalla potenza, dal virtuosismo e dalla precisione che sul ring solo Mayweather vi potrà mai mostrare!
Infine, perché questo potrebbe essere anche l’ultimo match del ragazzo di Grand Rapids, Michigan, debuttante nel 1996, figlio d’arte che già da bambino si gustava la boxe del padre, che in 20 anni di boxe ha spazzato avversari considerarti imbattibili. Archiviando la leggenda di Oscar De la Hoya (5 maggio 2005) nell’unico match in carriera in cui un giudice dei tre lo vide sconfitto: “Gli regalerò un paio di occhiali!”. Poi è toccato all’italocanadese Arturo Gatti; quindi a un’altra leggenda come Shane Mosley; poi a Zab Judah e Juan Marquez; quindi ha strapazzato Saul Alvarez, e ha bastonato in due match l’argentino Marcos Maidana, l’unico che aveva preteso la rivincita.
Davanti alla totale assenza di avversari, gli organizzatori erano riusciti a convincere un’altra stella (sul viale del tramonto): il filippino Manny Pacquiao.
Era il 2 maggio di due anni orsono. Tre corone in palio. Altra vittoria nettissima e Pacquiao mandato praticamente in pensione.
Ecco quindi la ragione che ha portato Conor McGregor alla disperata ma così ben pubblicizzata idea di sfidare il campionissimo.
Chi se non lui? Il 29enne irlandese, è il più importante lottatore in circolazione, campione di MMA (arti marziali miste), di UFC (Ultimate Fighting Campionship).
A nulla sono valsi i moniti di tanti illustri boxeur. McGregor è andato dritto per la sua strada per realizzare il suo sogno a suon di bigliettoni. Il britannico Amir Khan, ex campione del mondo, un consiglio pratico però glielo ha dato: “Se ti colpisce duro, fermati. Salvati. Esci dal ring. Pensa al tuo futuro. Puoi farti davvero male”.
L’associazione dei medici del pugilato ha cercato di impedire in tutti i modi il match. La commissione sportiva del Nevada ovviamente ha fatto orecchie da mercante e tutti noi stanotte ore 4.55 italiane ci vedremo l’impossibile sfida, in un remake che in tanti vorrebbero di Davide che abbatte Golia. E se Davide dovesse realizzare l’impossibile sogno, sappiate che per gli Usa e per Las Vegas sarà un giorno da dimenticare per i milioni di dollari di scommesse tutte a favore dell’americano . Anche Floyd per le quattro di stanotte, due ore prima del match, si recherà personalmente, nell’ultima trovata pubblicitaria, al botteghino per piazzare la scommessa più alta: 5 milioni sulla sua vittoria.
Dove lo si potrà vedere in diretta streaming?
Neanche Sky darà il match, che però tutti potremo vedere in payper view su UFC TV alla cifra per nulla esagerata di 29,95.
Ci si collega. Si paga. E si gode!

https://twitter.com/retastofile/status/901439221151477760

https://twitter.com/boxingpolls111/status/901366967407448065

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