Mattarella, ultima “chiamata” ai partiti. Sblocco dello stallo o “governo di tregua”. Le forze politiche si preparano al nuovo, terzo e ultimo, giro di consultazioni convocato per lunedì prossimo dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella speranza di trovare una via d’uscita e formare il nuovo Governo.

Se però dalle consultazioni non emergeranno novità, Mattarella cercherà di convincere i partiti a sostenere quello che al Quirinale viene chiamato “Governo di tregua” e che ha come obiettivo principale, varare la legge di Stabilità entro la fine dell’anno e traghettare il Paese verso nuove elezioni.

Che saranno, con tutta probabilità, nella primavera del 2019, nonostante l’ideale per il Capo dello Stato sarebbe posticiparle il più possibile per avere il tempo di modificare l’attuale sistema di voto.

Quanto alla figura del premier per questo Governo tregua, si pensa ad un “servitore dello Stato”, rispettato all’estero, di riconosciuta imparzialità e con adeguate competenze in campo economico.

Il Partito Democratico, fresco di “ritrovata unità”, sposa l’ipotesi del Presidente Mattarella.

“Un governo di tregua avrebbe il nostro sostegno, da discutere chi c’è dentro e per fare cosa – dice Ettore Rosato, vice presidente della Camera – possiamo fare un governo istituzionale, delle regole – spiega poi – non è una proposta di Renzi, è una proposta del Pd”.

Proposta però, che non piace alla Lega.

Matteo Salvini infatti, nei giorni scorsi si era detto proto ad un eventuale preincarico per provare a trovare i voti in Parlamento, sulla base di un programma.

Sulla stella linea Forza Italia, che insiste per un governo di centrodestra sostenuto da “adesioni di buon senso”.

Dura opposizione arriva invece dai 5stelle, con Luigi Di Maio che parla di “tradimento del popolo” e dice sì a nuove elezioni, anche il 24 giugno (insieme ai ballottaggi delle Amministrative).

“Spero che non ci sia opposizione e che si vada al voto il prima possibile. Se metteranno il Presidente Mattarella nella condizione di individuare questo governo di tregua, gli altri partiti saranno stati dei traditori del popolo” – afferma Di Maio, per il quale “non esiste tregua nei confronti dei traditori del popolo, questo deve essere chiaro. Ma non per il Presidente – chiarisce – che è stato fin troppo paziente”.

Per il capo politico del MoVimento 5 Stelle, la nascita di un governo di tregua è “perchè Salvini si è alleato con il Partito democratico. E quindi il disegno che noi avevamo visto, con tutti dentro contro di noi, si sta realizzando. Spero non sia così e spero che si possa tornare al voto il prima
possibile, perchè sarebbe un tradimento del popolo”.

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