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Matera, dopo nubifragio chiesto lo stato di calamità. De Ruggieri: “Danni per 8 milioni di euro”

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Approvato la delibera di richiesta del riconoscimento dello stato di emergenza e di calamità naturale a Matera, la capitale europea della cultura, dopo gli eventi atmosferici dell’11 e del 12 novembre. Il sindaco, Raffaello De Ruggieri: “La situazione in città è tornata alla normalità ma l’ondata di maltempo ha però creato delle difficoltà”. Stimati 8 milioni di euro di danni. 

Una settimana fa le immagini di Matera inondata da un fiume di acqua e fango per i Sassi hanno fatto il giro del mondo. Un nubifragio che ha spaventato tutti perché oramai la città è entrata nel cuore degli italiani. Il giorno stesso una tromba d’aria ha distrutto la faglia costiera del Metapontino portato via il lavoro di un anno: delle coltivazioni di fragole e angurie non è rimasto nulla.

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Danni inestimabili ma dopo le polemiche dei giorni scorsi sui presunti ritardi della Regione a chiedere lo stato di calamità arriva la conta dei danni. Matera ha chiesto 8 milioni di euro. La giunta comunale di Matera ha approvato la delibera di richiesta del riconoscimento dello stato di emergenza e di calamità naturale. Il provvedimento si è reso necessario per richiedere interventi straordinari per superare le criticità e riparare i danni subiti dal patrimonio comunale pubblico e privato. Il territorio comunale di Matera è stato interessato il 12 novembre scorso da un’intensa e violenta perturbazione meteorologica caratterizzata da nubifragi, rovesci di forte intensità e forti venti che hanno devastato il territorio. Gli straordinari eventi atmosferici hanno danneggiato strutture pubbliche e private, infrastrutture a rete di pubblici servizi, impiantistica stradale, strade urbane e rurali.

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“La situazione in città è tornata alla normalità – spiega il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri  – L’ondata di maltempo ha però creato delle difficoltà che difficilmente sono superabili con la dotazione finanziaria ordinaria del Comune di Matera. La maggior parte dei problemi si è verificata al sistema di reticoli e cisterne ipogee che consentono il deflusso e la raccolta delle acque piovane e che merita attenzione e interventi urgenti di salvaguardia. Secondo una prima stima, stilata dal dirigente del settore Lavori Pubblici, i danni ammonterebbero a circa 8 milioni di euro ed è indispensabile che la presidenza del Consiglio dei Ministri e la presidenza della regione Basilicata adottino gli atti di loro competenza per aiutare la città ad affrontare gli effetti del nubifragio”.

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E non è nulla rispetto ai danni pesanti alle coltivazioni del Metapontino. Vito Bardi, presidente della regione Basilicata, ha inviato una lettera e chiamato personalmente il premier Conte per cercare di accelerare i tempi necessari per la concessione dello status alle località colpite.

“Voglio sottolineare un’iniziativa che abbiamo deciso insieme con il sovrintendente del Maggio Musicale fiorentino, cioè di destinare gli incassi del concerto del 30 novembre prossimo con l’Orchestra nazionale dei conservatori italiani, un concerto straordinario, alla città di Venezia, soprattutto per i costi che la città deve sostenere per quanto riguarda gli interventi sul teatro della Fenice, e a Matera capitale europea della cultura”. Lo ha detto Dario Nardella, sindaco di Firenze e presidente della Fondazione teatro del Maggio musicale. Mentre l’Abi chiede alle banche flessibilità per chi ha contratto un prestito nelle zone colpite dall’alluvione e non può onorarlo, la Bnl gruppo Bnp Paribas ha messo a punto una serie di iniziative dedicate, dando la possibilità ai clienti di sospendere il pagamento delle rate dei prestiti e dei mutui, per un periodo pari a 12 mesi, per immobili residenziali, commerciali ed industriali.

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“Io guardo con attenzione tutto, che sia l’Arno come la vicenda di Matera o l’Abruzzo, Gallipoli o la Sicilia. Venezia è un patrimonio dell’umanità, una bellezza unica al mondo, ma non dobbiamo dimenticare i morti della Sicilia piuttosto che la stroncatura di alberi della foresta Stradivari in Trentino dell’anno scorso”. Così il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha commentato l’emergenza di queste settimane, a margine di un appuntamento al Tar della Campania. “Non dimentichiamo il climate change – ha proseguito – Certe cose sono avvenute sempre, ma guardate la frequenza. Questo vuol dire che qualcosa sta cambiando“. “I mille miliardi dell’European Green Deal, per un nuovo modo di vedere l’ambiente e lo sviluppo, e i 56 miliardi dati da questo governo al Green New Deal (sono 3,8-3,9 miliardi all’anno), vogliono dire che dobbiamo crederci”, ha concluso Costa.

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