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Covid-19, Costa: in arrivo un tavolo tecnico e raccoglitori di guanti e mascherine

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Mascherine. “Un tavolo tecnico costituito da ministero dell’ambiente, Ispra e altri soggetti ministeriali, per monitorare insieme i flussi dei rifiuti indifferenziati, differenziati e sanitari con una campagna di comunicazione fatta in tutti gli spazi consentiti e anche per produrre linee di indirizzo nuove man mano che gli operatori ci segnalano le problematiche”.

È la proposta che il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha lanciato durante l’audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti in merito all’emergenza sanitaria da Covid – 19.

Obiettivo del tavolo tecnico è anche quello di coinvolgere anche altri attori come, ad esempio, i farmacisti e la grande distribuzione per posizionare raccoglitori di mascherine e guanti usati dalla popolazione.

Alcune aziende – ha precisato Costa – “stanno facendo sanificazione commerciale di questi prodotti (negli Usa è già definita) per usarli come materia prima seconda, quindi con un ritorno economico nell’ottica dell’economia circolare”.

Questo eviterebbe anche di “trovare a terra guanti e mascherine”.

Nel suo intervento, il Ministro dell’Ambiente ha poi evidenziato che “gli impianti per la sterilizzazione e l’incenerimento dei rifiuti infetti hanno “una capacità totale di 355mila tonnellate all’anno, e per ora sono stati riempiti per 155mila, per cui c’è un gap favorevole per 200mila tonnellate. Nell’opzione peggiore di dover gettare mascherine e guanti in grandi quantità, l’Italia ha ancora spazi”.

Inoltre – ha aggiunto poi – sono state “già distribuite mascherine riutilizzabili 10/15 volte dopo essere state trattate con disinfettanti e temperature elevate”.

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Queste, dovrebbero contribuire alla riduzione mensile dei rifiuti speciali a un terzo dell’attuale.

Lui stesso – ha raccontato – ha ricevuto la mascherina dalla Regione Campania, che le fornisce alla popolazione.

“La produzione media dei rifiuti in piena pandemia e cioè dal 21 febbraio al 25 aprile, in termini probabilistici mostra una diminuzione del 13,9% per quelli prodotti, della raccolta differenziata del 12,5% e degli indifferenziati del 13, 2%”.

“La verifica – ha spiegato Costa – si basa su dati Utilitalia” e la diminuzione, si suppone sia dovuta “alla diminuzione dei rifiuti provenienti dagli esercizi commerciali – ha detto il ministro – e di quelli dal mondo del turismo. C’è al contrario un aumento dei prodotti provenienti
dal mondo domestico”.

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Quanto ai fanghi da depurazione – ha chiarito il Ministro dell’Ambiente – “non possiamo escludere il rischio di contagio dei fanghi di depurazione ma l’Istituto superiore di Sanità ritiene che il rischio non sia rilevante se viene rispettata la procedura”.

“Il rischio è considerato irrilevante fermo restando che la procedura di depurazione avvenga secondo i canoni previsti dall’ordinamento attuale”.

Inoltre, vista la situazione di emergenza “è in corso l’attività di controllo dei carabinieri del nucleo ecologico”.

“A livello europeo la nostra norma in proposito è stata considerata sufficiente e garantista.

Tranne che gli operatori o altri ci diranno che c’è bisogno di una nuova normativa sui fanghi, sembrerebbe che la nostra vada bene e sia solida”.

Il ministro ha detto che al momento non si può escludere una contaminazione oro-fecale dal momento che “è possibile il rilascio di liquidi e solidi che potrebbero generare il contatto con gli operatori. Non ci sono però casi segnalati – ha concluso Costa – ma in occasione della Sars del 2003 ci furono”.

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Nel suo intervento, il Ministro dell’Ambiente ha anche affrontato il tema della criminalità organizzata.

Per il Ministro, durante questa emergenza sanitaria, il settore dei rifiuti “non comporterà scenari illeciti nuovi ma il peggioramento di quello attuale, è un settore appetibile per le compagini criminali, che possono cercare di ottenere dagli ospedali la stipula di contratti o appalti con il metodo della corruzione”.

Costa, ha infine precisato che questo del coronavirus “è uno scenario inedito ma queste condotte criminose sono state già sperimentate in altre emergenze come in occasione dei terremoti”.

 

 

 

 

 

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