InquinamentoRifiutiSalute

Mascherine, l’allarme per l’ambiente: “Ognuna rilascia almeno 173mila microfibre”

Condividi

Mascherine, necessarie per fronteggiare il SARS-CoV-2 ma dannose per l’ambiente se non correttamente smaltite. L’allarme da uno studio: “Un singolo DPI rilascia almeno 173mila microfibre”.

Se le mascherine sono uno strumento necessario per contenere la diffusione del SARS-CoV-2, è anche vero che un loro smaltimento non corretto può causare danni ambientali difficilmente quantificabili. Un nuovo studio, condotto da ricercatori italiani e pubblicato su Environmental Advances, prova a stimare l’impatto di una singola mascherina chirurgica dispersa nell’ambiente. I risultati sono allarmanti.

Mascherine, un nuovo studio lancia l’allarme: “Rilasciano nanoplastiche e inquinanti pericolosi”

Ogni mascherina chirurgica, da sola, può rilasciare nell’ambiente almeno 173mila microfibre. L’Università di Milano Bicocca, che ha realizzato lo studio, ha calcolato l’impatto ambientale con la tecnica della degradazione foto-ossidativa delle fibre in polipropilene presenti nei strati delle mascherine. Questo metodo di invecchiamento artificiale, che simula ciò che avviene nell’ambiente accelerando i tempi, consente di stimare ciò che si viene a realizzare nel corso di anni con l’esposizione agli agenti atmosferici.

Covid, le mascherine di stoffa efficaci come le chirurgiche (ma a due precise condizioni)

Tra i fattori che concorrono principalmente a degradare le mascherine chirurgiche ci sono la radiazione solare e lo stress meccanico indotto dal moto ondoso. Lo studio ha dimostrato che una singola mascherina, se esposta alla luce UV-A per 180 ore, può rilasciare centinaia di migliaia di microparticelle. Lo riporta anche La Repubblica.

Mascherine, l’impatto devastante su mari e oceani: miliardi di dpi dispersi nell’ambiente

Gli effetti delle microfibre sugli organismi marini sono ancora del tutto ignoti e per questo è partita una collaborazione con i ricercatori del MaRHE Center, il centro di ricerca e alta formazione dell’Università alle Maldive. Il sospetto è che quelle rilasciate dalle mascherine possano causare gli stessi danni di altre microplastiche, sia per danni da ostruzione in seguito ad ingestione, sia per quelli tossicologici provocati dalla presenza di contaminanti chimici e biologici.

Mascherine biodegradabili che si trasformano in fiori e non contaminano l’ambiente

C’è poi un altro fattore di allarme: la presenza di frazioni sub-micrometriche, potenzialmente capaci di attraversare le barriere biologiche. Lo spiegano il ricercatore Francesco Saliu e la docente Marina Lasagni, del dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’Università milanese. “Speriamo che questo nostro lavoro possa sensibilizzare verso un corretto smaltimento delle mascherine e promuovere l’implementazione di tecnologie più sostenibili”, l’auspicio dei due autori dello studio.

(Visited 32 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago