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Il punto del meteorologo e climatologo dopo la tragedia.

Anche un meteorologo e climatologo, esperto di montagna, come Luca Mercalli, è rimasto sorpreso dalla tragedia del ghiacciaio della Marmolada. Lo scienziato italiano ha spiegato che certi rischi in alta montagna non possono essere prevenuti.

Marmolada, Luca Mercalli: “Molti ghiacciai più pericolosi”

Quello della Marmolada è un ghiacciaio ‘normale’, senza sintomi. Nessuna zona può essere esclusa dal rischio, ma non posso chiudere il transito a tutti i ghiacciai. Ce ne sono altri molto più pericolosi, con situazioni di criticità che vengono monitorate” – ha spiegato Luca Mercalli all’AdnKronos – “Penso, per esempio, a Courmayeur col ghiacciaio di Planpincieux. Il rischio qui è calcolabile perché il ghiacciaio è controllato e allora si può fare un’ordinanza che vieta il transito alle persone. Situazioni come quelle di Planpincieux sono circa una decina in tutte le Alpi e grazie al loro costante controllo è più facile avere dati chiari. Invece, i ghiacciai normali, non patologici, non hanno dati precisi ed è difficile intervenire perché il rischio è generico“.

Marmolada, Mercalli: “Una tragica fatalità”

Per Luca Mercalli le responsabilità della tragedia non possono essere attribuite a qualcuno in particolare. “Non ci sono colpe dell’amministrazione né dei singoli. C’è stato un evento sfortunato, se fosse accaduto alle 3 di notte di un giorno feriale non ci sarebbero state vittime” – ha spiegato il meteorologo e climatologo – “Non si poteva prevedere il rischio del ‘qui e ora’. Il riscaldamento globale pone un tema del pericolo che aumenta nella zone montuose, e di questo dobbiamo tenere conto“.

Marmolada, Mercalli: “Il ghiacciaio ci ha sorpreso”

Tutti i nostri ghiacciai sono sotto stress, è palese da almeno 20 anni e ogni anno ne perdiamo una parte. Non è la prima volta che capita una cosa del genere, prima per fortuna non c’erano state vittime perché era accaduto in zone remote oppure di notte. Qui la componente di casualità è stata al suo massimo livello: una domenica, nel primo pomeriggio, in uno degli itinerari più frequentati” – aveva spiegato Luca Mercalli ieri sera a In Onda, su La7 – “La temperatura in vetta era insolitamente alta, ma avremmo dovuto chiudere tutti i ghiacciai delle Alpi. Tra Francia, Italia e Svizzera ci sono più di una decina di ghiacciai tenuti sotto stretta osservazione con tecniche molto sofisticate proprio perché a rischio, ma quello della Marmolada ci ha sorpreso perché era considerato ‘normale’. Se io fossi stato lì, da glaciologo esperto sarei stato tranquillamente travolto“.

Mercalli: “La crisi climatica ci impone criteri nuovi”

Il cambiamento climatico ci mette davanti a fatti nuovi. Lo zero termico arriva sopra i 4000 metri, nei crepacci si è accumulata troppa acqua che ha fatto esplodere una porzione di ghiacciaio. La crisi climatica ci impone, a questo punto, di utilizzare nuovi criteri per la mappatura dei ghiacciai” – aveva poi aggiunto Luca Mercalli – “Da sempre, sul territorio glaciale, c’è un rischio per chi lo percorre. A questo si aggiungono fattori nuovi, ma non possiamo proibire il transito. Fermo restando che non possiamo controllarli tutti con le tecnologie più avanzate“.

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