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Giù le mani dalle marmellate! Rivelata presenza di una tossina pericolosa. Il test del Salvagente

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Il test di questo mese sulla rivista Il Salvagente riguarda marchi di confetture di fragole presenti sugli scaffali delle più note catene di supermercati. Dai risultati è emerso un valore di patulina, pericolosa tossina, più alto della soglia prevista dalla legge a tutela del baby food, il cibo destinato ai bambini di età inferiore ai tre anni. 

Ogni giorno milioni di italiani fanno colazione con la marmellata, uno dei prodotti preferiti non solo per cominciare la giornata ma anche da servire ai bambini. Se la confettura spesso viene scelta in base al gusto personale, è spesso più difficile orientarsi alla luce dei valori nutrizionali riportati sulle etichette. Nel suo ultimo test la rivista Il Salvagenteha analizzato 16 diversi marchi di marmellata di fragole, alcune prodotte dalle più note catene di supermercati come Coop, Conad, Esselunga, Lidl, Eurospin, Lidl, altre storiche confezionate da Zuegg o da Santa Rosa, altre ancora biologiche come quelle di Alce Nero, Ecor e Rigoni

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I dati di laboratorio raccolti hanno mostrato come vengano rispettati i limiti di legge previsti per le sostanze pericolose ma allo stesso tempo rimane il dubbio sull’adeguatezza di questo prodotto in relazione al consumo che di esso viene fatto da parte dei bambini. Tra le cose positive da evidenziare emerge che i 12 fitofarmaci trovati in tracce, tra cui boscalid, cyprodinil e Imazali, fortunatamente non si avvicinano ai limiti di legge. L’unico ritrovamento superiore ai tassi regolamentati, ma in una quantità non preoccupante è quello del fungicida, metalaxyl e metalaxyl-M, trovato nel lotto di Alce Nero.

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In realtà, il fungicida in questione potrebbe essere stato rilevato a causa della sua presenza nelle falde acquifere e quindi per via di una contaminazione ambientale. Se sul fronte pesticidi le nostre confetture sembrano essere sicure, non si può dire lo stesso in relazione alla presenza della tossina patulina all’interno delle marmellaye esaminate.

Anche in questo caso i livelli sono sostanzialmente nella norma ma è stata ritrovata la presenza di patulina in due prodotti a livelli superiori destinati ai bambini fino a tre anni. La patulina si sviluppa spesso sulla buccia di alcuni tipi di frutta e rimane anche nelle confetture. Questa sostanza può comportare problemi legati ad un’eccessiva assunzione come disturbi gastro-intestinali, ulcere ed emorragie. Alberto Ritieni, docente di Chimica degli alimenti alla facoltà di Farmacia della Federico II di Napoli, sottolinea: “La patulina si sviluppa sulle superficie dei frutti, e nel caso delle fragole va di pari passo con lo sviluppo della muffa. Tende a formarsi durante lo stoccaggio, il trasporto e la lavorazione. In sostanza, i livelli di patulina indicano la qualità della materia prima utilizzata”.

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Lo stesso Regolamento definisce un limite massimo di patulina per gli “alimenti destinati ai lattanti e ai bambini diversi dagli alimenti a base di cereali”, dunque anche per le confetture di fragola. Il Regolamento 1881 del 2006, la norma di riferimento sulle tossine, stabilisce la soglia limite per il baby food nei 10 mg/kg. Dai rilievi è emerso che in due confetture il limite è superato. Non si tratta di cibi consigliati dai produttori ai più piccoli e pertanto nessuna norma di legge è stata violata, tuttavia dopo queste analisi i biologi hanno sconsigliato alle mamme di far ingerire questo prodotto che contiene un livello di patulina più alto del dovuto ai bambini di età inferiore ai tre anni.

Di Sara Fracassi

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