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Clima, Draghi incontra Kerry: Italia e Stati Uniti insieme per affrontare l’emergenza climatica

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Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato venerdì 14 maggio a palazzo Chigi l’inviato speciale del presidente Usa per il clima, John F. Kerry.

Nel corso del colloquio tra il presidente del Consiglio Mario Draghi e l’inviato Usa John Kerry è stata discussa l’importanza di una stretta collaborazione fra Italia e Stati Uniti per affrontare con efficacia l’emergenza climatica e la sfida della decarbonizzazione in tutti i fori multilaterali, a partire dal G7, dal G20 e dalla Cop26, e per cogliere le opportunita’ offerte dalla transizione ecologica. Lo comunica palazzo Chigi.

Un impegno forte per il clima e un’accelerazione del processo di “decarbonizzazione“, a partire dal Recovery plan. Sono le azioni che il premier Mario Draghi illustra a John Kerry. Quarantacinque minuti di colloquio, a Palazzo Chigi, confermano che l’Italia intende porsi in prima fila, con gli Usa, per rilanciare a livello internazionale la lotta al cambiamento climatico.

Biden ha posto il tema in cima alla sua agenda, dopo il disimpegno di Donald Trump. E Draghi, che ha la presidenza del G20, al suo inviato Kerry garantisce che c’è la volontà di una “stretta collaborazione”, per rilanciare gli accordi internazionali. L’incontro sul clima è la prima occasione di contatto diretto tra il presidente del Consiglio italiano e la nuova amministrazione Usa.

Draghi e Kerry avevano già avuto occasione di conoscersi, quando entrambi ricoprivano altri ruoli, e il colloquio è assai cordiale. “Grazie per il tuo impegno. La leadership dell’Italia è cruciale per affrontare la crisi climatica“, twitta l’ex segretario di Stato americano al termine di un colloquio nel quale sarebbe emersa una sintonia di fondo tra il governo Draghi e l’amministrazione Biden.

A partire proprio dal dossier clima, con un impegno comune di Italia e Usa in tutte le sedi internazionali: il G7 di giugno in Cornovaglia, il G20 di ottobre a Roma e la Cop26 di novembre in Gran Bretagna. Kerry, che nelle prossime ore in Vaticano incontrerà Papa Francesco, firma una dichiarazione congiunta con i ministri degli Esteri Luigi Di Maio e della Transizione ecologica Roberto Cingolani, che ha incontrato giovedì. Per combattere la crisi climatica c’è l’impegno, su cui Usa e Italia invitano gli altri Paesi e convergere, per le “zero emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050 e per intraprendere azioni”, in questo decennio, per evitare che l’aumento della temperatura non superi 1,5 gradi.

L’intento è “lavorare con altri Paesi e con i privati per aiutare le realtà più vulnerabili del mondo e per incrementare i finanziamenti” per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Quanto all’Italia, che per la prima volta ha un ministero per la “transizione ecologica”, c’è la volontà di cogliere le opportunità delle nuove tecnologie e anche di accelerare la decarbonizzazione. 

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Il presidente del consiglio Mario Draghi, è intervenuto anche agli Stati generali della natalità all’Auditorium della Conciliazione di Roma. “Anche la questione climatica e quella delle disuguaglianze sono essenziali per la nostra esistenza. Questa è un’epoca di grandi riflessioni collettive. Perso l’ottimismo, spesso considerato, dei primi dieci anni di questo secolo, è iniziato un periodo di riesame di ciò che siamo divenuti“, ha spiegato il presidente del Consiglio.

Ha spiegato che la crisi climatica è un problema da affrontare con decisione. “Ci troviamo peggiori di ciò che pensavamo, ma anche più sinceri nel vedere le nostre fragilità e più pronti ad ascoltare voci che prima erano marginali” – il discorso del presidente del Consiglio – “Vediamo il danno che abbiamo fatto al pianeta e vediamo il danno che abbiamo fatto a noi stessi“.

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Una politica più ambientalista è sempre stata al centro dell’agenda politica del Governo Draghi. Già durante il discorso in Senato, per ottenere la fiducia, il presidente del Consiglio ed ex numero uno della Banca Centrale Europea, aveva spiegato: “Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta“. Resta da vedere se, alle buone intenzioni a parole, seguiranno anche i fatti.

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