Addio a Mario Fiorentini, il partigiano più decorato d’Italia

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Mario Fiorentini, il partigiano più decorato d’Italia, il grande matematico, è morto questa notte all’età di 103 anni. 

Con grande dolore informiamo che ci ha lasciati un grande uomo, un grande amico, un grande esempio. Mario Fiorentini, il partigiano più decorato d’Italia, il grande matematico, è morto stanotte”. Lo ha reso noto la presidenza dell’Anpi provinciale di Roma.

È morto a 103 anni Mario Fiorentini, ex partigiano e accademico italiano che ebbe un importante ruolo nella Resistenza all’occupazione nazista nel corso della Seconda guerra mondiale.

Fiorentini fu tra i principali organizzatori dell’attentato di via Rasella a Roma, il 23 marzo del 1944, nel quale furono uccisi 33 soldati tedeschi e 6 civili italiani.

L’attentato causò una violenta rappresaglia e i tedeschi rastrellarono 335 persone in tutta Roma che, il giorno dopo, vennero uccise e sepolte nelle fosse Ardeatine, poco lontano da Roma. Fu una delle stragi più gravi commesse dai nazisti in Italia durante la Seconda guerra mondiale.

A capo del Gruppo di Azione Patriottica “Antonio Gramsci”, attivo a Roma, fu Fiorentini a notare dal suo nascondiglio in via del Tritone che un gruppo di militari nazisti passava regolarmente nella stretta via Rasella, in pieno centro. Informò quindi il comando militare dei partigiani che decise di sistemare una bomba in quella via, da far detonare al passaggio dei nazisti.

Il matematico e accademico italiano è stato anche “l’uomo delle quattro evasioni da altrettante carceri nazifasciste”, e dopo la Liberazione di Roma “l’agente dell’Oss (l’Office of strategic services, uno dei servizi segreti statunitensi, ndr) decorato dagli alleati e lo scienziato autodidatta che fu professore nei licei della periferia romana lasciando anche li tanti ricordi della sua potente e straordinaria umanità, e quindi professore universitario, che innovò la matematica e la geometria”.

“Fu sempre a fianco della sua Lucia, la valorosa partigiana che fu sua moglie, che conobbe durante la Resistenza e che restò la donna della sua vita” continua l’Associazione nazionale partigiani d’italia, concludendo “alla figlia Claudia e al nipote Suriel, che gli sono stati accanto fino alla fine donandogli serenità, va il nostro grande affettuoso abbraccio”.

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