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Marghera, vasto incendio in uno stabilimento: ritorna l’incubo del rischio chimico VIDEO

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Ritorna l’incubo del rischio chimico a Marghera. “Occorre vigilare affinché episodi simili non si verifichino più: è fondamentale garantire la sicurezza sul luogo di lavoro e la tutela dell’ambiente”, Sergio Costa, ministro dell’Ambiente.

Un vasto incendio e una densa nube di fumo nero si sono sviluppati venerdì mattina, 15 maggio, dalla zona industriale di Porto Marghera.  Verso le 10.15 si è udita un’esplosione nell’impianto di produzione dell’acetone della 3 V Sigma, un’industria chimica. Due feriti, che sarebbero in gravi condizioni, di cui uno gravissimo e forse in pericolo di vita sono stati trasportati in elisoccorso ai centri grandi ustionati degli ospedali di Padova e Verona.

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Si è sviluppato un incendio che ha coinvolto alcuni impianti, mentre sul posto si sono dirette tutte le squadre disponibili dei vigili del fuoco, ambulanze ed elicotteri. La centrale operativa della Polizia locale informa che, in base al Piano per le industrie a rischio di incidente rilevante, “tutti i residenti nella Municipalità di Marghera devono restare in casa o in luogo chiuso e tenere chiuse porte e finestre”.


 “Sto seguendo attentamente quanto è accaduto nello stabilimento chimico di Marghera. Sono in continuo e stretto contatto con i soggetti competenti per verificare che non ci siano rischi ambientali. Ai feriti, alle loro famiglie e ai loro colleghi esprimo tutta la mia solidarietà. Occorre vigilare affinché episodi simili non si verifichino più: è fondamentale garantire la sicurezza sul luogo di lavoro e la tutela dell’ambiente“. Lo afferma il ministro dell’Ambiente Sergio Costa

Siamo in apprensione perché le notizie che ci arrivano non sono rassicuranti“. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

L’attività industriale chimica è “incompatibile con un territorio unico” come Venezia e la sua laguna. Lo sostengono la consigliera regionale veneta pentastellata Erika Baldin e il candidato presidente della Regione per il Movimento 5 stelle Enrico Cappelletti, che commentando quanto avvenuto oggi a Marghera parlano di “un segnale di come Venezia non deve affrontare la ripresa dopo il contagio“. Perché “nonostante i dolorosi insegnamenti degli anni passati, sembra che la chimica a Marghera non riesca mai a garantire la reale sicurezza per i lavoratori e, viste le dimensioni degli impianti e la vicinanza con i quartieri, nemmeno per gli abitanti“, attaccano i pentastellati. “La riconversione green di aree come questa è diventata un’esigenza improcrastinabile, che garantirà’ posti di lavoro e sicurezza“. Insomma, “il futuro di Venezia e della sua laguna non passa per la chimica, che rischia ad anni alterni di far saltare in aria mezza Marghera, ma per una gestione nuova, dove ambiente, salute e lavoro si intreccino in un abbraccio virtuoso”, concludono Baldin e Cappelletti.

“Non è tollerabile quanto avvenuto questa mattina con l’incendio della 3V Sigma a Marghera. A maggior ragione visto che il tema della sicurezza, compresa l’efficacia degli estintori, era stata posta da tempo dagli stessi lavoratori. La sicurezza dei cittadini e dei lavoratori deve essere al centro di tutto, il resto viene dopo. Va garantita una seria politica di sicurezza di tutti gli impianti nel nostro territorio, ancor maggiore in quelli pericolosi. Ringrazio tutti gli operatori che sono prontamente intervenuti per evitare un disastro ancor peggiore. Ai lavoratori e alle loro famiglie la più sentita vicinanza“. Lo dice il senatore Andrea Ferrazzi, capogruppo dem in Commissione Ambiente e Territorio e vicepresidente della commissione Ecomafie, eletto a Venezia. 

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L’incendio di Marghera si è verificato alla 3V Sigma di Malcontenta, azienda specializzata in prodotti chimici. Numerose le esplosioni che ne sono seguite. Il Comune di Venezia ha invitato i cittadini a chiudere le finestre degli edifici per precauzione. La nube nere è visibile anche da Mestre, Venezia e ampie zone della provincia. “L’Arpav sta facendo indagini a tutto campo per verificare le sostanze che stanno bruciando – ha confermato l’assessore regionale alla protezione civile, Gianpaolo Botttacin -. È possibile che si tratti di acetone, ma è una notizia non ufficiale e non verificata”. Per garantire la sicurezza degli operatori è stata chiusa la viabilità per un raggio di 1,5 chilometri. I lavoratori della zona sono stati evacuati dai rispettivi stabilimenti.

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